venerdì 27 novembre 2020

RIUNIONE IN MEET DI ACSANCLEMENTE! - 28 NOVEMBRE, ORE 17 - mie riflessioni in coda

 

RIUNIONE IN MEET DI ACSANCLEMENTE!

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28 NOVEMBRE, ORE 17

 

 Sabato 28 novembre, alle ore 17:00, riunione in Google Meet del gruppo AC Sanclemente!:  continueremo a seguire il cammino cristologico proposto dal sussidio del Settore Adulti dell’Azione Cattolica “Da corpo a corpo”, articolato su cinque unità. Dedicheremo anche la prossima  riunione  al verbo Abbassarsi.

  Il riferimento è alla stessa pagina del Vangelo di Marco (10, 35-45, in fondo trascrivo il brano intero) che abbiamo commentato nella riunione del 14 novembre; ci concentremo però sui versetti 41-45: 

Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: "Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".

Consiglio di accedere dalle ore 16:45 con il codice che avete ricevuto

A questo indirizzo di YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=GorIYoaHGjk

 potrete vedere un video in cui si insegna, passo per passo, come partecipare. 

 

Per accedere agli incontri in Google Meet:    

A) da PC fisso, PC portatile, tablet

1) se già non lo avete fatto (ad esempio acquisendo un indirizzo email del tipo  xxxx@gmail.com - procedura che consigliamo), registratevi su Google all’indirizzo

https://accounts.google.com/signup/v2/webcreateaccount?flowName=GlifWebSignIn&flowEntry=SignUp

 Nel corso della registrazione, dovrete inserire un indirizzo email che vi identificherà e scegliere una vostra password.

 Terminata la registrazione, comunicate l’indirizzo  email con il quale vi siete registrati su Google inviando una email a

mario.ardigo@acsanclemente.net

 A quella email vi sarà inviato, qualche giorno prima della riunione programmata, il codice di accesso Meet;

2) accedete a Google da questo indirizzo WEB

 https://accounts.google.com/login/signinchooser?hl=it&flowName=GlifWebSignIn&flowEntry=ServiceLogin

3) cliccate sul quadratino di puntini in alto a destra e poi sull’icona verde di Meet;

4) selezionate PARTECIPA A UNA RIUNIONE;

5) inserite il codice di accesso che avrete ricevuto, facendo COPIA/INCOLLA;

6) cliccate su CONTINUA

7) cliccate su CHIEDI DI PARTECIPARE e attendete di essere ammessi alla riunione.

 

B) da smartphone:

1) aprite la app Meet (che avrete scaricato);

2) cliccate su CODICE RIUNIONE e inserite il codice di accesso che avrete ricevuto;

3) cliccate su CHIEDI DI PARTECIPARE  e attendete di essere ammessi.

 Segnalate eventuali problemi con una email a

mario.ardigo@acsanclemente.net

indicando, se volete essere contattati telefonicamente, un numero di telefono al quale essere chiamati.

 

 

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Dal Vangelo secondo Marco, capitolo 10, versetti da 35 a 45

 

 (35) Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: — Maestro, noi vorremmo che tu facessi per noi quel che stiamo per chiederti. (36) E Gesù domandò: — Che cosa volete che io faccia per voi? (37) Essi risposero: — Quando sarai un re glorioso, facci stare accanto a te, seduti uno alla tua destra e uno alla tua sinistra. (38) Ma Gesù disse: — Voi non sapete quel che chiedete! Siete pronti a bere quel calice di dolore che io berrò, a ricevere quel battesimo di sofferenza con il quale sarò battezzato? (39) Essi risposero: — Siamo pronti. Gesù aggiunse: — Sì, anche voi berrete il mio calice e riceverete il mio battesimo; (40) ma io non posso decidere chi sarà seduto alla mia destra e alla mia sinistra. Quei posti sono per coloro ai quali Dio li ha preparati. (41) Gli altri dieci discepoli avevano sentito tutto e cominciarono a indignarsi contro Giacomo e Giovanni. (42) Allora Gesù li chiamò attorno a sé e disse: «Come sapete, quelli che sono ritenuti sovrani dei popoli comandano come duri padroni. Le persone potenti fanno sentire con la forza il peso della loro autorità. (43) Ma tra voi non deve essere così. Anzi, se uno tra voi vuole essere grande, si faccia servo di tutti; (44) e se uno vuol essere il primo, si faccia servitore di tutti. (45) Infatti anche il Figlio dell’uomo è venuto non per farsi servire, ma per servire e per dare la propria vita come riscatto per la liberazione degli uomini».

[versione TILC - Traduzione interconfessionale in lingua corrente]

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   L’antropologia ci parla di come nelle civiltà del passato e in quelle contemporanee si manifesta ed è esercitato il potere sociale. La specie umana è sociale: si vive in gruppi nei quali ci sono dinamiche di potere. Nel passato esse hanno avuto la struttura più varia. Se ne sono osservate di quelle a base matriarcale ed altre, più numerose  a base patriarcale, a seconda che dominino le donne o gli uomini. Un’altra differenza è tra società di tipo comunitario, dove, all’interno di un gruppo, si mette tutto in comune ed altre di tipo patrimoniale, dove chi domina possiede tutto e tutti. Tra i primati si osservano strutture di potere basate sulla prevalenza di un maschio adulto dominante, che si impone con la forza sugli altri e, in particolare sugli adulti maschi. Le più antiche civiltà europee furono a base patriarcale e patrimoniale e portarono all’affermazione di dinastie regnanti e sacralizzate. Il re era il mediatore con le potenze soprannaturali, nelle quali venivano in genere impersonate le forze della natura. Anche il dominio della dinastia sovrana veniva presentato come una forza della natura e, quindi, in questo senso, con attributi divini. Le forze soprannaturali erano concepite come parti di un universo politeistico, con al suo interno dinamiche di potere non dissimili da quelle umane. Si credeva che gli dei avessero sentimenti di tipo umano, nel bene e nel male.  Dal  Quinto secolo dell’era antica, in Grecia, si sviluppò un pensiero filosofico che manifestò l’insoddisfazione per questa concezione della divinità: le nostre convinzioni fondamentali sulla fede risentono di quell’impostazione e vennero formulate nell’area di cultura greca dell’antico Impero romano per iniziativa di imperatori che governavano da Bisanzio-Costantinopoli, l’attuale Istanbul. E’ significativo che i più antichi testi di quel complesso di libri della Bibbia che chiamiamo Nuovo Testamento  ci sia pervenuto in greco antico.

  In un dominio di tipo patriarcale-patrimoniale sacralizzato, chi regna non ha bisogno di giustificare il proprio potere con il consenso dei governati o per il servizio che rende, in particolare nell’ordinare la società in modo che possa sfruttare la potenza dell’azione comune. Egli è investito del potere da un dio  e possiede  le persone e i loro beni come il proprietario possiede il patrimonio. Tra gli antichi romani, che avevano il culto degli avi, divinizzati, il potere trovava giustificazione anche nel mantenimento delle antiche tradizioni, viste come garanzia di fortuna e successo della collettività.  I potenti si presentavano anche come padri  del loro popolo. Lo sviluppo di una sofisticata cultura giuridica, la caratteristica fondamentale degli antichi romani, portò all’emergere di quest’ultimo, perché legge fondamentale era quella dell’equità basata sull’osservazione delle concrete prassi delle relazioni sociali, quindi sulla vita del popolo, ma anche allo sviluppo di funzioni pubbliche, in particolare quelle giudiziarie, che si occupavano attivamente di ogni questione pubblica o privata. Su questa base fu costruita la cultura politica orientata dal cristianesimo, che fu connotata, innanzi tutto, da una demitizzazione e desacralizzazione del potere politico, e poi da una nuova sua risacralizzazione secondo nuovi principi.

  Nella concezione politica cristiana viene ripresa l’idea del capo politico come padre del suo popolo, ma anche servo  di Dio (non più mediatore). Il potere politico è legittimato dal Cielo in  quanto  opera come suo servo per la santificazione universale. Ma c’è di più. Il padre  del popolo nella concezione cristiana è anche un  padre-pastore: non opprime, ma conduce  il popolo lì dove si troverà bene. In quanto servo  non possiede  il proprio popolo, ma lo comanda e ne ha cura come vicario  del Cielo. Dovrà renderne conto al Re celeste. Servo, padre, pastore, vicario: riconosciamo gli attributi con i quali vengono individuati i nostri vescovi e lo stesso Papa.

 Ma la concezione e la pratica di servizio  che troviamo in Mc 10, 35-45 è piuttosto diversa da come poi fu costruita nelle nostre organizzazioni ecclesiali. Quella evangelica è connotata, è stato osservato, da un blando anarchismo. L’accento non è posto  sul servizio divino, ma  a quello, concreto, verso gli altri, verso ogni altro, ritualizzato nella lavanda dei piedi. Questo l’abbassarsi evangelico. Non è certamente questo che si manifesta nei poteri religiosi come li vediamo dispiegarsi nella nostra Chiesa. E neanche li vediamo espressi nelle altre autorità pubbliche della società. Questo perché, in realtà, in quel modo non è realmente possibile governare, perché il governo richiede che ci si occupi della società, dove i singoli svaniscono, mentre se  si serve  in concreto la società sfugge. Siamo individui limitati, proprio perché individui. L’unica soluzione per trattare il tutto, la società nel suo complesso, per governarla, la funzione essenziale della politica, che è appunto il governo della società, come se fosse una persona concreta, quindi per prendersi cura di tutti ed anche della società, è stata escogitata nella via democratica secondo le concezioni moderne, tanto diverse da quelle antiche,e ancora in rapida evoluzione. Le nostre democrazie moderne, che si svilupparono nell’Occidente europeo cristianizzato, divergono da quelle del passato, in particolare da quella dell’antica Repubblica romana, da quelle greche, ma anche da quelle dei Comuni medievali e da quelle dei secoli successivi fino alla rivoluzione Nord-americana, proprio per questo carattere di servizio concreto universale alle persone, fondato sull’idea di una loro comune uguaglianza in dignità. Il potere pubblico, in una democrazia, è diffuso e ciascuno serve gli altri e così serva anche la società. Questo comporta un sistema di limiti  ad ogni potere basato su valori.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli