giovedì 19 novembre 2020

Enciclica "Fratelli tutti" - Sintesi - parte 1

 

Sabato 21 novembre, alle ore 17: riunione in Google Meet del gruppo AC Sanclemente!, aperta anche ai non soci residenti in Italia,  sui temi dell’enciclica Fratelli tutti (in fondo trovate una breve presentazione)

Consiglio di accedere dalle ore 16:45 con il codice che vi è stato inviato.

 A questo indirizzo di YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=GorIYoaHGjk

 potrete vedere un video in cui si insegna, passo per passo, come partecipare. 

 Le persone che non sono socie e che abbiano piacere di partecipare, possono chiedere il codice di accesso con una email a

mario.ardigo@acsanclemente.net

indicando il  loro nome, i temi di interesse e la parrocchia di residenza. Questi dati saranno cancellati dopo ogni riunione e dovranno essere nuovamente inviati per partecipare ad una riunione successiva.

 

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1.            L'enciclica Fratelli tutti, di Papa Francesco, è definita sociale e pertanto riguarda l'organizzazione e il governo della società. Rientra in un tipo di insegnamenti che viene fatto iniziare dall'enciclica Le novità, diffusa nel 1891 dal papa Leone 13° e che aveva ad oggetto il proletariato, il socialismo, la critica degli arbitrii dei datori di lavoro e di chi aveva più potere nei rapporti economici, i doveri dei poteri pubblici di temperarli e di soccorrere le fasce più deboli della popolazione.

Il documento è dedicato alla fraternità e all'amicizia sociale. Il Papa usa l'espressione amicizia sociale nel senso in cui in politica si parla di democrazia. L’individuazione dell’amicizia  come base della politica è molto remota: ne scrisse in diversi libri il filosofo greco Aristotele, vissuto nel Quarto secolo antica. Si attaglia meglio alla democrazia  come oggi la intendiamo, piena di valori e, in particolare, quello dell’uguaglianza in dignità. Il suo contrario, l’autocrazia, è una politica basata sulla forza.

L'enciclica è datata 3 ottobre 2020, vigilia della festa di San Francesco d'Assisi, nell'ottavo anno del regno del Papa. Si compone di 287 paragrafi e di due preghiere finali, una "al Creatore" e l'altra "cristiana ecumenica", dunque pensata per essere usata anche insieme a cristiani di altre confessioni, superando le divisioni esistenti e comunque come via per riuscirci.

2.         La Preghiera al Creatore parte dalla constatazione che gli esseri umani sono stati creati tutti con la stessa dignità. Questa affermazione riecheggia quella principale del documento fondativo della democrazia contemporanea, la Dichiarazione di indipendenza americana del 4 luglio 1776: «Noi consideriamo evidenti [vale a dire senza bisogno di fornirne la prova] queste verità: che tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi diritti inalienabili, che tra questi vi siano la Vita, la Libertá e il perseguimento della felicità».

 Nella preghiera si chiede al Creatore, definito Signore e Padre dell’umanità,  di infondere uno  spirito fraterno.

  La fraternità, insieme all’uguaglianza  in dignità, è l’altro principio fondamentale delle democrazie contemporanee.

  Si chiede di ispirare il sogno di un nuovo incontro  costruito sulle basi del dialogo, della  giustizia, della pace, per creare società  più sane, un mondo più degno, vale a dire, senza fame, senza povertà, senza guerra.

  L’accento è posto sulla necessità di aprirsi a tutti i popoli della Terra, riconoscendole le virtù positive, per stringere legami di unità, di progetti comuni, di speranze condivise.

  Non c’è, in questa preghiera, una richiesta sulla libertà («Signore, facci liberi!») che è il terzo  grande valore fondativo della democrazia come oggi la si pratica in Occidente.

  Spesso in religione l’idea di libertà è legata al pregiudizio che consista essenzialmente in arbitrio e, per questo, se ne diffida come fonte di pensieri e azioni disordinati.

  D’altra parte essa è necessariamente implicata nel riconoscimento di una pari dignità tra le persone e nel metodo del dialogo. Quest’ultimo, che nella preghiera viene considerato la base per  incontri  e  legami, non può che essere tra persone libere. E praticamente tutti i mali che affliggono le società umane e tendono a disgregarle comportano la mancanza di libertà per i più o, comunque, per larghi strati delle popolazioni.

3. La Preghiera cristiana ecumenica è un’invocazione allo Spirito Santo perché ci conceda di  vivere il Vangelo, in particolare nella misericordia verso gli abbandonati  e i  dimenticati del mondo e  nel riconoscere in tutti i popoli della Terra  la stessa nostra umanità, creata ad immagine del Creatore e dunque bella, pur manifestandosi con tanti volti differenti.

 Si propone come modello l’amore fraterno  che traspare dai gesti di Gesù, di cui sappiamo dal Nuovo Testamento, dalla famiglia di Nazaret, di cui sappiamo pochissimo, e dalle prime comunità cristiane, che però fin dalle Scritture ci vengono presentante anche come travagliate da aspri contrasti per diversità di vedute su temi importanti. Una visione quindi che possiamo considerare dinamica, in quanto basata sul metodo di enucleare il bene espresso in quelle  relazioni sociali, senza ritenersi obbligati a inscenare di nuovo il passato, vale a dire senza pretendere di vivere come nel Primo secolo. Oggi come allora possiamo però orientarci secondo il medesimo spirito di fraternità che è, detto con san Paolo, tra le cose che rimangono: «Queste sono dunque le cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte la più grande è la carità».

 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli