domenica 18 ottobre 2020

Riunione in Meet del 17 ottobre 2020 sul tema “Come siamo popolo?” - resoconto

 

Riunione in Meet  del 17 ottobre 2020 sul tema “Come siamo popolo?” - resoconto

 

1. Alle 16:45 di sabato 17 ottobre 2020 è stata attivata la videoconferenza della prima riunione in Meet  del gruppo AC San Clemente  sul tema “Come siamo popolo”.

  Dopo le procedure di accesso, l’incontro è iniziato alle 17, come programmato.

  Purtroppo sono mancati le socie e i soci più anziani. Nella lettera mensile di novembre cercheremo di inserire istruzioni più chiare per l’accesso, anche da smartphone. Una volta impratichiti delle  procedure, le volte successive tutto risulterà più facile.

  Era presente anche il nuovo assistente ecclesiastico don Emanuele, che ci ha raccontato della sua esperienza alle Giornate mondiali della gioventù in Brasile, a Rio de Janeiro, nel 2013 e ha evidenziato l’importanza del magistero di papa Francesco sul tema del popolo,  in particolare nella recente enciclica Fratelli tutti (ottobre 2013)..

 Carlo, quale componente dell’equipe pastorale della parrocchia, ci ha riferito sulle valutazioni fatte nell’ultima riunione, per la ripresa delle attività anche in tempo di epidemia di Covid 19.

 Ha presieduto Giulia.

 All’inizio, l’assemblea dei partecipanti ha approvato il tema e il metodo proposti.

 Gli interventi sono stati piuttosto contenuti, circa tre minuti ciascuno, secondo il programma, come indispensabile per mantenere l’attenzione in eventi in videoconferenza.

  Cogliendo il suggerimento di don Emanuele l’assemblea  dei partecipanti ha deciso di proseguire il ciclo degli incontro in Meet  dialogando sui temi dell’enciclica Fratelli tutti. L’enciclica è stata pubblicata sul blog nel post del 6 ottobre “Proposta di un ciclo di incontro […]” ed è visualizzabile sul Web anche all’indirizzo:

 

http://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html

 

 Il prossimo incontro in Meet  su temi dell’enciclica Fratelli tutti  è programmato per sabato 21 novembre 2020 ore 17.

 Di seguito un resoconto sintetico del dibattito.

2.1. L’introduzione  Come organizzatore ho svolto un breve introduzione della quale trascrivo una sintesi.

 

  Di solito si distingue tra popolo  e popolazione.  Popolazione  è considerata la gente che vive in un certo territorio, con le sue caratteristiche come lingua, usanze, istituzioni. Con popolo  si intende la parte della popolazione che rileva nel governo della società. Possiamo considerarla la parte politicamente attiva della popolazione. La politica  è, appunto, il governo della società.

 Anche l’idea di Popolo di Dio riscoperta durante il Concilio Vaticano 2° presenta aspetti politici, insieme a quelli religiosi. Vuole infatti spingere i fedeli a farsi comunità attiva e partecipe.

 Vi sono tante concezioni di popolo  quante sono le forme in cui si è attivi in società. Nel suo magistero, papa Francesco, da ultimo nella recente enciclica Fratelli tutti ne ha proposta una sua, derivata dall’esperienza delle Chiese Latino-americane. In quell’enciclica, su circa 130 pagine la parola popolo compare 58 volte, oltre ai suoi derivati. Il documento contiene sostanzialmente una proposta di come essere popolo. Ma non è l’unica che circola. Anche nella Bibbia non troviamo un solo modo di essere popolo. L’essere popolo  è necessariamente il risultato di un vasto dialogo: nessuno infatti può semplicemente inventarsi  un suo modo di essere popolo senza considerare gli altri. Questo incontro vuole stimolare quel dialogo. La soluzione giusta non è precostituita: una volta condiviso un orientamento, bisogna poi sperimentarlo per vedere come va. E anche in questo occorre farlo in molti.

 

2.2. La presidente apre il dibattito. Giulia, come presidente del gruppo, ha aperto  il dibattito, dopo aver osservato che, nel caso di aggravamento ulteriore della pandemia di Covid 19, lo strumento telematico delle videoconferenze Meet  può consentirci di continuare le attività anche in tempi di eventuali restrizioni per ragioni sanitarie.

2.3 Il dibattito.

  In tempi di emergenza sanitaria, capiamo che nessuno si salva da solo e ci sentiamo affratellati, in particolare come popoli europei, dalla comune umanità.

  Ci sentiamo popolo  quando abbiamo successo nello sport, come la vittoria ai Campionati mondiali di calcio del 2006 o in caso di grandi eventi collettivi come fu l’entrata in guerra dell’Italia nel 1940, l’entrata nel sistema della moneta unica nel 2002, o come un grande personaggio viene nominato ad un’importante carica pubblica, come avvenne nel caso della elezione del Presidente della Repubblica  Sergio Matterella, ma è più difficile esaltarci come popolo  in tempo difficili come quelli della pandemia che stiamo vivendo.

 Per rendere l’idea di quei modi emotivi di sentirsi popolo  sono stati proposti due brevi filmati: uno con l’annuncio della dichiarazione di guerra fatto da Benito Mussolini a piazza Venezia il 10 giugno 1940, l’altro con immagini dei festeggiamenti per la vittoria della squadra Italiana ai Campionati mondiali di calcio del 2006. In entrambi c’erano le immagini di folle esultanti. Ma sappiamo a che cosa causò all’Italia la guerra: seguire emotivamente  un capo indiscusso non si rivela sempre una buona scelta.

 Sentiamo il bisogno che  il popolo benedica i nostri sforzi e allora, nel cercare qualcosa che ci unisce tutti, alziamo gli occhi al Cielo, nella preghiera come via dell’amore.

 Purtroppo la questione di come si è popolo è fonte di divisioni perché implica conflitti di potere, ma il dolore collettivo che pone in pericolo tutti ci può insegnare come diventare comunità.

 Nell’azione, e anche nella lotta sociale, ci sentiamo popolo, ma bisogna cercare di esserlo senza escludere e resistendo alle strumentalizzazioni che a volta si manifestano.

  Ci si sente popolo quando si riesce a  condividere sorretti anche da un anelito emotivo di solidarietà. Un’esperienza simile si vive quando si vivono eventi nei quali si manifesta la Chiesa universale, come accade nelle Giornate mondiali della gioventù: uniti nella preghiera si è introdotti ad una realtà superiore.

 Ci sono stati consigliati tre libri per approfondire, tutti editi da AVE, l’editrice dell’Azione Cattolica:

Popolo - le parole di Francesco,  con un contributo  della teologa Stella Morra. €7,00;

Un popolo per tutti - materiali di lavoro del convegno delle presidenze diocesane di AC 2018, scaricabile sul Web da

http://www.acpiemonte-aosta.it/wp-content/uploads/2017/02/Un-popolo-per-tutti_impaginato-2018.pdf

L’alfabeto della preghiera è quello dell’amore,  dell’assistente ecclesiastico generale dell’AC mons. Gualtiero Sigismondi, €7,50.

2.4 La preghiera finale.

Al termine ho letto una breve preghiera, all’interno della quale ho inserito quanto era emerso nel dibattito.

 

E’ scritto [1° Lettera di Pietro  2,9]:

 Ma voi siete la gente che Dio si è scelta, un popolo regale di sacerdoti, una nazione santa, un popolo che Dio ha acquistato per sé, per annunziare a tutti le sue opere meravigliose. Egli vi ha chiamati fuori delle tenebre, per condurvi nella sua luce meravigliosa.

 In questi tempi difficili, nei quali la pandemia ci spinge a disperderci, e la crisi sociale ed economica che ne consegue ci intimidisce di più perché ci sentiamo isolati e non sappiamo come mantenere salda, misericordiosa, benevola e solida la nostra società,

Tu del quale è scritto che sei luce,

illumina anche queste nostre tenebre,

vedi che

 

(ho sintetizzato ciò che era emerso nel dibattito)

 

 

ispiraci allora la via giusta per essere tuo Popolo, fedele al comando  amatevi come io vi ho amato,

Tu che ci hai chiamato amici  e non  servi.

 Lo chiediamo Te, che sei Padre, Figlio e Spirito santo.

Amen

 

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

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