giovedì 17 settembre 2020

Ricominciare non soltanto ripartire

 

Ricominciare  non soltanto ripartire

 «Ed ora? Più o meno consapevolmente, molti vorrebbero tornare alla “normalità pastorale” di sempre. È questo un indice della fatica ad interiorizzare la portata del cambiamento in atto e la conseguente opportunità ecclesiale. È importante rifuggire la tentazione di soluzioni immediate e cercare piuttosto di discernere una nuova gerarchia pastorale: quali prassi pastorali mettere in secondo piano o persino tralasciare e quali mettere in cima e privilegiare? Si tratta di una salutare “potatura” per ricominciare e non soltanto ripartire. Il tempo nuovo che si è aperto ci interroga: cosa significa essere discepoli del Signore Gesù oggi? Ci basta andare in chiesa o siamo invitati a vivere diversamente la comunità? Che cosa è stato significativo in questi mesi? Come essere annunciatori del Vangelo in questo tempo specifico?»

[dal documento Ripartire insieme - Linee guida per la catechesi in italia in tempo di Covid 19, pubblicato in questo settembre 2020]

 

  Tra qualche giorno i soci del gruppo riceveranno per posta un lettera in cui sono indicate le modalità per fare le riunioni in videoconferenza, qualora l’evoluzione della situazione sanitaria relativa alla pandemia da Covid-19 non ci consentisse di riunirci in parrocchia.

  E’ da febbraio di quest’anno che le riunioni infrasettimanali del gruppo sono sospese. La pandemia ci ha sorpresi. Se avessimo avuto qualche pratica di incontri in videoconferenza, sarebbe stato diverso, avremmo potuto proseguire.

  Nonostante ciò che alcuni sostengono, l’emergenza sanitaria non è superata. Ce lo dice l'Istituto Superiore di Sanità, l'ufficio nazionale statale che si occupa di questi problemi. E questo benché  ci siano meno morti per Covid 19, sia per le misure di prevenzione del contagio che ormai sono diventate abitudini quotidiane per i più, sia perché le scienze mediche hanno individuato metodi più validi di diagnosi precoce e cura e sia perché le strutture sanitarie si sono riorganizzate secondo quelle raccomandazioni scientifiche. Il ritorno alla normalità, vale a dire a come si viveva prima, richiederà ancora molto tempo, e sarà condizionato dalla disponibilità su vasca scala di vaccini capaci di produrre una immunizzazione di lungo periodo. Sicuramente non è prevedibile che il ritorno a quella normalità avvenga prima del giugno del prossimo anno, l’epoca in cui di solito il nostro gruppo sospende le attività sociali prima della pausa estiva. Per quell’epoca, se tutto dovesse andare nel migliore dei modi, potrebbe essere in corso la campagna di vaccinazione di massa, che, tenuto conto dei tempi occorrenti per raggiungere una quota maggioritaria della popolazione e perché il vaccino somministrato produca l’effetto immunizzante desiderato, potrebbe consentire un progressivo ritorno alla normalità nell’autunno del prossimo anno.

Non è, quindi, del ritorno alla normalità che dobbiamo occuparci nell’immediato, ma di come vivere l’emergenza sanitaria nel prossimo anno di attività sociali senza essere costretti puramente e semplicemente a non far nulla, come è accaduto finora.

  Al nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica  partecipano diversi anziani. Per loro l’infezione da Covid 19 è un pericolo molto serio. Quando ci vedremo di persona in parrocchia, bisognerà rispettare molto scrupolosamente le misure di distanziazione (almeno due metri tra le persone)  e di aerazione della stanza in cui saremo. E bisognerà indossare correttamente le mascherine facciali. Sarà necessario contenere il tempo di permanenza tutti insieme in un'unica stanza. Sarebbe opportuno conoscere prima il numero delle persone che hanno intenzione di partecipare, perché dovremo scegliere una stanza che consenta una sufficiente distanziazione: questa informazione può essere data via sms o via email, perché giunga in tempo utile. Bisognerà poi richiedere a chi nella parrocchia si occupa del coordinamento complessivo delle attività la disponibilità di una stanza idonea e, ottenutala, bisognerà informare i soci via sms e via email, perché, entrando in parrocchia vadano precisamente dove si svolgerà la riunione.

  Siamo abituati a riunirci il martedì alle diciassette. Quel giorno della settimana potrebbe essere incompatibile con altre attività parrocchiali, in particolare con il servizio catechistico, che necessita, in tempo di emergenza, di più locali. E quell’orario non va bene per chi lavora. Mantenere quel giorno e quell’orario significa sostanzialmente escludere chi lavora. L’emergenza da Covid 19 può consentire di riunirci in un giorno e in un orario che non escludano chi lavora.

  E, infine, non dobbiamo attenderci che sia possibile riunirci in presenza in parrocchia ogni settimana. Gli spazi, di questi tempi, sono diventati preziosi. Probabilmente ci si potrà riunire una volta al mese, come del resto molti altri gruppi parrocchiali di Azione Cattolica di Roma. Ma si potrà integrare con le videconferenze.

  Dicono che gli anziani non saranno capaci di compiere la semplice procedura per accedere alla videconferenza, che anche i bambini delle scuole medie riescono a gestire (mia moglie insegna alle medie e ho potuto constatarlo nelle lezioni che ha tenuto in videconferenza da casa). Io non credo che sia così. Ho l’esperienza di mia madre che, fino a un anno e mezzo prima di morire, fino a 85 anni, vale a dire prima del grave degrado cognitivo che manifestò alla fine, usava quotidianamente un computer portatile per tenere i contatti con circa seicento persone legate ad un suo gruppo di spiritualità, alle quali due volte l’anno, a Pasqua e a Natale, inviava una lettera circolare. L’anziano sicuramente può, ma bisogna vedere se anche vuole. Quando si  è anziani, lo inizio a sperimentare su me stesso, cambiare le abitudini  è fatica, ma, dicono gli esperti neurologi, contrasta l’invecchiamento e, in qualche modo, allora, mantiene giovanili.

 E, insomma, bisognerà cambiare qualche abitudine. Ma, in fondo, è proprio un male?

 «Si tratta di una salutare “potatura” per ricominciare e non soltanto ripartire. Il tempo nuovo che si è aperto ci interroga», è scritto nelle linee guida dell’Ufficio catechistico nazionale diffuse questo mese, proprio in vista della ripresa delle attività in tempo di pandemia da Covid 19.

 Un nuovo inizio, non soltanto un ritorno al passato.

  In particolare lo strumento della videoconferenza, che su larga scala è stato sperimentato nella scuola, può consentire di raggiungere persone nuove e di incontrarci più spesso, ad esempio secondo sottogruppi tematici. Cambiare giorno e orario degli incontri in presenza consentirebbe di coinvolgere quelli che finora non hanno potuto partecipare per impegni di lavoro.

  Anni fa, in una stagione diversa da quella apertasi nell’ottobre 2015, ci venne detto che il nostro era un gruppo ad esaurimento che non doveva avere l’ambizione di rigenerarsi coinvolgendo persone nuove, serviva per gli anziani irriducibili che si erano formati in una stagione ecclesiale da ritenersi ormai superata. Con i fatti abbiamo dimostrato che non era così, che ACVIVEAROMAVALLI, il titolo del nostro blog, che quindi l’Azione Cattolica continuava a vivere nella nostra parrocchia e nel nostro quartiere. Non dobbiamo consentire che l’emergenza sanitaria ci riporti ai tempi bui del passato, annientando la nostra esperienza.

  Nei prossimi giorni la presidente del gruppo prenderà contatti con il parroco per programmare le nostra attività. Appena possibile ai soci del gruppo sarà inviata una lettera circolare con l’indicazione del giorno, ora e stanza della prima riunione dell’anno sociale 2020/2021.

  Le riunioni in videoconferenza saranno aperte anche a chi, non iscritto all’AC e non residente a Roma Valli, voglia partecipare, se è interessato ai fini e metodi dell’Azione Cattolica che ho sintetizzato su questo blog nel post FAQ Azione Cattolica. E’ necessario inviarmi una richiesta di partecipazione all’indirizzo marioardigo@yahoo.com , presentandosi (nome, cognome, età, parrocchia, campo di interessi, indirizzo email). Riceverà via email il codice di accesso, quindici minuti prima dell’inizio della riunione in videconferenza.

 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro Valli