domenica 20 settembre 2020

La prima riunione di prova con Meet

 

La prima riunione di prova con Meet

 

  Oggi alle 12 abbiamo partecipato ad una riunione di prova con l’applicativo Google Meet. Abbiamo cominciato a sperimentare le potenzialità di questo mezzo di comunicazione. In particolare è possibile presentare dei filmati, come si era soliti fare nelle riunioni in presenza, in parrocchia.

  E’ andato tutto bene.

  A regime non saremo vincolati al tempo limite di un’ora fissato nella versione di Meet gratuita: abbiamo una versione a pagamento che ci consentirà di andare anche oltre, se occorrerà.

  L’accesso telematico è veramente molto semplice. Familiarizzarsene prende una mezz’ora. So che i nostri anziani pensano di non esserne capaci, ma probabilmente  è più che altro per il fatto della novità del metodo. Non posso pensare, ad esempio, che delle signore che, nonostante l’età adultissima  come diciamo in AC, sono capaci di preparare sofisticate pietanze, che richiedono ore di preparazione e grande abilità manuale, o di ricamare quei bellissimi abitini per il battesimo che ho visto, con disegni complicati,  non riescano veramente a impratichirsi di una procedura tutto sommato banale, tanto che è alla portata degli alunni delle scuole medie di mia moglie.

  Naturalmente le riunioni telematiche non sono destinate a sostituire quelle in presenza, nei tempi normali, ma  ad affiancarle consentendo una partecipazione più vasta, anche di coloro che per vari motivi, ad esempio per malattia o altri concomitanti impegni che li hanno portati lontano, non potessero venire in parrocchia il giorno e l’ora fissati per incontrarci. Ci si può infatti collegare anche da smartphone e, quindi, dovunque si sia nel mondo, e anche in viaggio.

  Ma, a causa della pandemia, bisogna mettere nel conto che non sarà possibile vederci ogni settimana, come era nostra consuetudine. Probabilmente bisognerà spostare il giorno della settimana delle riunioni, che era il martedì. Per riunirci in sicurezza abbiamo bisogno della sala rossa, ma essa serve anche per le attività catechistiche. Bisognerà anche pensare di spostare l’orario degli incontri. E, comunque, allo stato, non è possibile escludere che, come nei mesi passati, divenga troppo pericoloso riunirci in una stanza, anche se piuttosto ampia. In questi giorni la pandemia sta incrudelendo in tutta Europa, e anche in Italia. Nel nostro gruppo ci sono diversi anziani, i quali per età e malattie concomitanti sono più fragili e subirebbero le conseguenze più gravi in caso di contagio da Covid 19. Eppure dobbiamo dimostrare al parroco che, nonostante tutto, continuiamo ad essere attivi.  E certamente negli ultimi sette mesi non lo siamo stati, perché, non potendo riunirci in parrocchia, non ci siamo riuniti e basta. In tutta Roma le associazioni si stanno impratichendo degli strumenti telematici, come accaduto nella scuola, per continuare a incontrarsi anche di questi tempi. Come ho scritto in un post precedente, se anche noi non lo facessimo, non resterebbe, in fondo, che dichiarare la fine del gruppo. Dopo che don Donato è tornato a lavorare nella sua diocesi, deve essere incaricato un nuovo sacerdote della parrocchia per svolgere le funzioni di assistente ecclesiastico del gruppo, e questa è una delle condizioni imprescindibili per l’esistenza di un gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, ma se il nostro gruppo non manifestasse di esserci ancora, di  vivere ancora nel quartiere Roma - Valli, come pensare che gli sia dedicato un prete, con tutte le altre gravi e impegnative esigenze, ad esempio per l’assistenza di malati e moribondi e per la riorganizzazione del primo catechismo per piccoli gruppi, che ci sono?

  C’è poi l’esigenza di sempre, quella di raggiungere gente nuova. Come Azione Cattolica siamo impegnati in una vera e propria missione  alla città, per formare a processi democratici validi per trasformare la società intorno a noi secondo i valori di fede, che non significa cristianizzarla, perché solo le persone possono essere cristianizzate, ma a renderla sempre più conforme al comandamento evangelico dell’agàpe, la convivenza benevola, solidale e misericordiosa che è come la carezza di Dio all’umanità che soffre ma che è anche capace di gioia. Il Vangelo, ce lo ha insegnato il Papa, è gioia e noi vogliamo farcene strumento nell’azione sociale, che è ciò per la quale l’Azione Cattolica è stata fondata: l’azione  dell’Azione Cattolica è, infatti, azione sociale. Ma come fare a raggiungere gente nuova se non ci vediamo e non ci sentiamo più?

 Ho anche proposto di integrare le riunioni in presenza e quelle telematiche con l’invio, ogni mese o con cadenza più frequente a seconda delle esigenze, di una lettera per posta ordinaria, per raggiungere i soci che proprio non riuscissero a collegarsi a Meet e nemmeno a venire agli incontri infrasettimanali.

 In particolare avviseremo i  soci con quel mezzo della data e ora e stanza fissati per la prima riunione dell’anno sociale di attività 2020/2021.

  Per partecipare ad una riunione  mediante l’applicativo Meet  è necessario indicarmi in una email da inviare all’indirizzo mario.ardigo@acsanclemente.net l’indirizzo email (ad esempio nome.cognome@libero.it) con cui intendete connettervi. Dovrà essere quello che avete indicato nel creare un’identità (account) Google dalla seguente pagina internet

https://accounts.google.com/ServiceLogin

  Riceverete a quel vostro indirizzo email il codice che vi servirà per accedere alla riunione, anche dalla pagina internet

https://apps.google.com/meet/

 Dopo aver inserito il codice, cliccate su PARTECIPA e attendete di essere ammessi alla riunione. Se non avete già prima effettuato l’accesso a Google, vi verrà richiesta l’ID (l’indirizzo email con cui vi siete iscritti a Google) e la password che avete scelto. L’organizzatore della riunione vi ammetterà alla videoconferenza.

  Anche i non iscritti possono chiedere di partecipare, comunicando con una email  a mario.ardigo@acsanclemente.net il loro nome e cognome, l'indirizzo email con cui vogliono partecipare, la parrocchia di appartenenza e presentandosi brevemente indicando anche i temi di loro maggiore interesse.

  Come ci è stato insegnato nella parabola evangelica che abbiamo proclamato nella Messa di oggi, «il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere i giornata i lavoratori per la sua vigna». Noi siamo quei lavoratori, quelli ai quali viene detto: «Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò.»

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro Valli