da: MELLONI Alberto,
“I due Papi, come un film - Chi cerca di
usare Ratzinger contro Francesco”, in La
Repubblica, 15-1-20
[…]
la chiesa cattolica il presbiterio
uxorato (il nome esatto dei preti sposati) lo ha avuto
ininterrottamente: dall’età apostolica fino ad oggi, grazie alle chiese
orientali unite a Roma, che della chiesa cattolica sono parte. E’ la chiesa
latina che ha deciso, in modo definitivo con i canoni del 1139, di ordinare
preti soltanto maschi che facessero promessa di celibato.
[…]
Pio 12° negli anni ’50 fece ordinare preti degli ex pastori luterani sposati. […]
Benedetto 16° nel 2009 […] firmò un
documento per accogliere quei fedeli che
lasciavano la chiesa anglicana e
diventavano cattolici [e] stabilì che, sulla base di “criteri oggettivi ed esigenze”,
i preti e fedeli venuti alla chiesa cattolica dall’anglicanesimo potessero
essere ordinati preti anche se sposati. Con quell’atto, in sé
antiecumenico, cessava la uniformità del
celibato della chiesa latina e si apriva una questione. Cioè se si può far
prete uno sposato che è sempre stato
cattolico e se le “esigenze” di un vescovo cattolico contano come quelle di un
ordinario che prima era stato anglicano. Per chi conosce il valore del celibato
-che è un cammino di affidamento zoppicante per amore all’amore degli altri, e
non un arroccamento fobico- la questione si pone. La rifiuta solo chi alimenta
una ideologia passatista, che mette l’usanza del celibato obbligatorio davanti
al sacramento dell’eucarestia.