Martedì 15
ottobre 2019, alle ore 17, in sala rossa, riprenderanno le riunioni
infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC
Martedì 15 ottobre 2019,
alle ore 17, in sala rossa, riprenderanno le riunioni infrasettimanale del gruppo parrocchiale di
Azione Cattolica.
E’ opportuno che tutti partecipino alla
programmazione delle attività. Ci sono campi di impegno indicati dalla Chiesa e
altri proposti dall’Azione Cattolica. Si può partire dalla valutazione di ciò
che si è riusciti ad ottenere l’anno passato.
Si è
stati assidui nel partecipare. Le riunioni sono consistiti fondamentalmente in
conferenze su vari tempi legati da un filo conduttore. Nuove persone si sono
accostate al gruppo, che però rimane composto prevalentemente da persone un po’
avanti negli anni. Abbiamo mancato l’obiettivo di coinvolgere la fascia di età
dai 30 a 50 anni, quella che è più strettamente legata alle più persone giovani.
Si possono individuare varie cause di questo insuccesso.
La prima è la struttura della riunione a conferenza,
che non incoraggia la partecipazione al dibattito.
La seconda è il giorno della settimana e l’orario
delle riunioni: alle 17 di un giorno lavorativo la gente che lavora non può
partecipare, e ai tempi nostri si esce dal lavoro nel tardo pomeriggio e si ha
necessità di tempo per tornare nel quartiere dove si abita.
La terza e l’insufficiente collegamento con i
temi caldi in cui la Chiesa è impegnata, in particolare
con quelli proposti nell’enciclica Laudato
si’ del 2015. In questo documento
sono proposte, ma scritte molto meglio, tutte le questioni che in questi giorni
hanno infiammato tanti giovani della nazioni più sviluppata del mondo, in
Europa, nel Nord America, ma anche altrove. Esso è anche un atto specificamente
politico, perché esorta a un forte impegno sociale per cambiare modelli
economici e sociali. In base alla mia esperienza, mi pare poco conosciuto dai
laici. In passato si è stati abituati alla pubblicazione di un gran numero di
documenti simili del magistero, e non si aveva tempo per assimilarli che subito
occorreva dedicarsi ad uno nuovo. Per la Laudato
si’ è diverso, per il suo carattere
specificamente politico, non di chiarificazione dottrinale. Propone un impegno
nella società a lunga scadenza e, pertanto, anch’essa è a lunga scadenza. L’impegno
sociale è appunto il campo proprio dell’Azione Cattolica, il motivo storico
della sua fondazione.
L’ultimo
problema che individuo è lo scarso interesse all’attualità, per cui nelle
nostre conferenza ci si tiene troppo sulle generali. L’attualità dovrebbe
essere l’ambito proprio dell’acculturazione e dell’impegno del laico, perché è
lì che si fa l’azione sociale che dovrebbe essere propria della nostra
associazione. E’ una carenza che, tuttavia, si riscontra un po’ dappertutto
nelle attività della Chiesa dedicate ai laici, fin dal primo catechismo. Ci si
dedica alla storia sacra, ma si
trascura l’altra storia, recente e meno recente. La storia sacra dovrebbe
fornire criteri interpretativi dell’altra, e così si mantiene viva e vitale.
Nella vita di fede non abbiamo bisogno di inventarci nulla, ma se non si è
osservatori partecipi della realtà sociale intorno i racconti della fede
rimangono al più narrazioni edificanti, ad uso della propria interiorità.
Nella discussione si potrebbero proporre
altri aspetti critici che ora a me sfuggono. Ciascuno vede le cose dal suo
punto di vista, limitato come sono limitati gli individui. L’esperienza sociale
serve ad allargare gli orizzonti.
Da
quello che ho scritto, potrebbero scaturire proposte di cambiamenti.
Per la fascia d’età tra i quaranta e i
cinquanta sono il sabato e la domenica i giorni in cui ci si può dedicare ad
attività sociali.
Occorre dedicare un maggior impegno personale
alle attività, non limitarsi ad essere uditori di conferenze. Questo richiede
anche la disponibilità a studiare cose nuove o ad approfondire quelle che si
sanno e soprattutto a tener conto dell’attualità, ciò che si può fare, ad
esempio, traendo i temi di riflessione e di impegno da un quotidiano come Avvenire. Oltre al dibattito, si potrebbero pensare,
come occasioni di confronto sociale, il cineforum e il gruppo
di lettura, attività adatte a giovani e anziani.
Invece di apparire più che altro come utenti
di un servizio parrocchiale, si potrebbe concordare un nostro più articolato
impegno nelle attività della parrocchia, secondo le capacità che abbiamo, ma
sempre in una forma sociale, collettiva, come gruppo, ciò che, appunto, si
potrebbe fare in attività di cineforum o di gruppo di lettura. Questo per imparare
gradualmente, nella pratica, facendone tirocinio, a non dipendere troppo dai
preti della parrocchia, che sono pochi e hanno tanto a fare, ma ad essere
capaci di iniziative autonome, attuate con continuità. Quest’ultima è in genere
difficile da ottenere dai laici, i quali, come in altri campi, in genere si
propongono come buoni direttori tecnici, ma incostanti operai. Del resto, è proprio così che,
in fondo, i laici sono stati abituati a fare: attendere l’ordine del prete,
senza che le loro proposte siano molto considerate. Se quello che si dice non
viene mai preso sul serio, allora ci si limita a chiacchierare esonerandosi dal
sentirsi impegnati in base a quello che si propone. Nella nostra Chiesa il
laico è stato costruito così: si è deciso di istituire l’Azione Cattolica
proprio quando ci si è resi conto che nelle società di massa moderne era
indispensabile un impegno molto maggiore e autonomo dei laici. Mancando una
sufficiente attività di formazione, il laicato spesso però delude e la
gerarchia allora vede nel clericalismo l’unico strumento per mantenere in
qualche modo l’unità. L’esperienza passata di Azione Cattolica dimostra però
che è possibile essere diversi.
Mario Ardigò - Azione
Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli