domenica 29 settembre 2019

Martedì 15 ottobre 2019, alle ore 17, in sala rossa, riprenderanno le riunioni infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC


Martedì 15 ottobre 2019, alle ore 17, in sala rossa, riprenderanno le riunioni infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC

 Martedì 15 ottobre 2019, alle ore 17, in sala rossa, riprenderanno le riunioni  infrasettimanale del gruppo parrocchiale di Azione Cattolica.
  E’ opportuno che tutti partecipino alla programmazione delle attività. Ci sono campi di impegno indicati dalla Chiesa e altri proposti dall’Azione Cattolica. Si può partire dalla valutazione di ciò che si è riusciti ad ottenere l’anno passato.
  Si  è stati assidui nel partecipare. Le riunioni sono consistiti fondamentalmente in conferenze su vari tempi legati da un filo conduttore. Nuove persone si sono accostate al gruppo, che però rimane composto prevalentemente da persone un po’ avanti negli anni. Abbiamo mancato l’obiettivo di coinvolgere la fascia di età dai 30 a 50 anni, quella che è più strettamente legata alle più persone giovani. Si possono individuare varie cause di questo insuccesso.
  La prima è la struttura della riunione a conferenza, che non incoraggia la partecipazione al dibattito.
 La seconda è il giorno della settimana e l’orario delle riunioni: alle 17 di un giorno lavorativo la gente che lavora non può partecipare, e ai tempi nostri si esce dal lavoro nel tardo pomeriggio e si ha necessità di tempo per tornare nel quartiere dove si abita.
 La terza e l’insufficiente collegamento con i temi caldi  in cui la Chiesa è impegnata, in particolare con quelli proposti nell’enciclica Laudato si’  del 2015. In questo documento sono proposte, ma scritte molto meglio, tutte le questioni che in questi giorni hanno infiammato tanti giovani della nazioni più sviluppata del mondo, in Europa, nel Nord America, ma anche altrove. Esso è anche un atto specificamente politico, perché esorta a un forte impegno sociale per cambiare modelli economici e sociali. In base alla mia esperienza, mi pare poco conosciuto dai laici. In passato si è stati abituati alla pubblicazione di un gran numero di documenti simili del magistero, e non si aveva tempo per assimilarli che subito occorreva dedicarsi ad uno nuovo. Per la Laudato si’  è diverso, per il suo carattere specificamente politico, non di chiarificazione dottrinale. Propone un impegno nella società a lunga scadenza e, pertanto, anch’essa è a lunga scadenza. L’impegno sociale è appunto il campo proprio dell’Azione Cattolica, il motivo storico della sua fondazione.
  L’ultimo problema che individuo è lo scarso interesse all’attualità, per cui nelle nostre conferenza ci si tiene troppo sulle generali. L’attualità dovrebbe essere l’ambito proprio dell’acculturazione e dell’impegno del laico, perché è lì che si fa l’azione sociale che dovrebbe essere propria della nostra associazione. E’ una carenza che, tuttavia, si riscontra un po’ dappertutto nelle attività della Chiesa dedicate ai laici, fin dal primo catechismo. Ci si dedica alla storia sacra, ma si trascura l’altra storia, recente e meno recente. La storia sacra dovrebbe fornire criteri interpretativi dell’altra, e così si mantiene viva e vitale. Nella vita di fede non abbiamo bisogno di inventarci nulla, ma se non si è osservatori partecipi della realtà sociale intorno i racconti della fede rimangono al più narrazioni edificanti, ad uso della propria interiorità.
  Nella discussione si potrebbero proporre altri aspetti critici che ora a me sfuggono. Ciascuno vede le cose dal suo punto di vista, limitato come sono limitati gli individui. L’esperienza sociale serve ad allargare gli orizzonti.
  Da quello che ho scritto, potrebbero scaturire proposte di cambiamenti.
  Per la fascia d’età tra i quaranta e i cinquanta sono il sabato e la domenica i giorni in cui ci si può dedicare ad attività sociali.
  Occorre dedicare un maggior impegno personale alle attività, non limitarsi ad essere uditori di conferenze. Questo richiede anche la disponibilità a studiare cose nuove o ad approfondire quelle che si sanno e soprattutto a tener conto dell’attualità, ciò che si può fare, ad esempio, traendo i temi di riflessione e di impegno da un quotidiano come Avvenire.  Oltre al dibattito, si potrebbero pensare, come occasioni di confronto sociale, il  cineforum  e il gruppo di lettura, attività adatte a giovani e anziani.
 Invece di apparire più che altro come utenti di un servizio parrocchiale, si potrebbe concordare un nostro più articolato impegno nelle attività della parrocchia, secondo le capacità che abbiamo, ma sempre in una forma sociale, collettiva, come gruppo, ciò che, appunto, si potrebbe fare in attività di  cineforum  o di  gruppo di lettura. Questo per imparare gradualmente, nella pratica, facendone tirocinio, a non dipendere troppo dai preti della parrocchia, che sono pochi e hanno tanto a fare, ma ad essere capaci di iniziative autonome, attuate con continuità. Quest’ultima è in genere difficile da ottenere dai laici, i quali, come in altri campi, in genere si propongono come buoni  direttori tecnici, ma incostanti operai. Del resto, è proprio così che, in fondo, i laici sono stati abituati a fare: attendere l’ordine del prete, senza che le loro proposte siano molto considerate. Se quello che si dice non viene mai preso sul serio, allora ci si limita a chiacchierare esonerandosi dal sentirsi impegnati in base a quello che si propone. Nella nostra Chiesa il laico è stato costruito così: si è deciso di istituire l’Azione Cattolica proprio quando ci si è resi conto che nelle società di massa moderne era indispensabile un impegno molto maggiore e autonomo dei laici. Mancando una sufficiente attività di formazione, il laicato spesso però delude e la gerarchia allora vede nel clericalismo l’unico strumento per mantenere in qualche modo l’unità. L’esperienza passata di Azione Cattolica dimostra però che è possibile essere diversi.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli