martedì 20 agosto 2019

Riconoscere o rinnegare Gesù


Dal Vangelo secondo Luca, capitolo 12, versetti 8 e 9: «8 Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; 9 ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.»

 C’è una relazione tra Terra, dove siamo noi ora quaggiù, e il Cielo, la nostra vera e unica patria secondo la fede, che indichiamo con lassù  per significare la distanza, ma senza sapere  dove  precisamente sia, essendoci state date solo immagini di  come  è, ed è insieme a Dio e ai suoi angeli. Quella relazione è mediata da Gesù, detto anche la  via  e la porta, che danno accesso al Cielo. Non si tratta di fargli atto di formale sottomissione, ma di fare ciò che comanda, ed egli ci comanda l’amore-agàpe,  l’amore di condivisione e soccorso. Il modello è il farsi prossimi  agli altri come il Samaritano  della parabola narrata nel Vangelo secondo Luca, nel capitolo 10, versetti dal 25 al 37. Questo mi è stato insegnato. La pratica della fede sta tutta qui. E’ una cosa semplice da dirsi e da capire, molto più difficile da farsi. Molto, molto più difficile di tutta la teologia di ogni tempo, che è solo cultura pensata e detta, per di più riferita a quel Cielo di cui ho scritto prima, che ci si sottrae nella sua distanza dalle cose e dalla vita di quaggiù. La pratica della fede richiede una certa sapienza: la si impara, certo, ma la si deve anche sperimentare, e non è detto che vada sempre bene al primo colpo. E’ come tutte le cose umane: sempre perfettibile. Per la fede, ciò che motiva a quella pratica, è invece diverso. Dicono che  si cresce  nella fede, ma nella mia esperienza non è proprio così. Vedo che si ricomincia sempre da capo, di età in età, e non è detto che si migliori con la sua pratica, acquisendo quindi una certa sapienza pratica. Non è detto che i vegliardi siano migliori dei più giovani. E’ questo che si vuol dire in religione quando si afferma che la fede ci  è donata.  E’ come con la manna, il pane dal Cielo, dell’episodio biblico, che non poteva essere accumulata (leggi nel libro dell’Esodo, i versetti dal 14 al 21 del capitolo 16). Il dono deve essere rinnovato di giorno in giorno, per tutti i giorni della vita. Così può accadere che uno sappia di teologia e di liturgia, che quindi sappia parlare con sapienza della fede e sappia insegnare preghiere e riti ma, ad un certo punto, non abbia più la fede, ad esempio se non accetta di riceverla in dono ma cerca di costruirsela in base a ciò che sa.  E’ descritta anche come sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna, acqua viva (leggi dal Vangelo secondo Giovanni, i versetto 10 e 14 del capitolo 4). Ci viene da Gesù, questo  si insegna in religione. Non è opera nostra. E, del resto, è tanto diversa dalla logica delle cose di quaggiù! Solo dal Cielo ci poteva venire. Supera ogni nostra attesa. Ci conduce al Cielo.
  Per chi si allontana da Gesù le cose di quaggiù riprendono però il loro aspetto di natura e la società appare nuovamente espressione della sua dura e spietata legge, che è quella a cui soggiacciono gli animali i quali, dal punto di vista della biologia, discendono anch’essi dalle antiche belve nostre progenitrici. Nell’allontanarsi non si tratta della fede pensata  o parlata,  ma della sua pratica, ad esempio quando si rifiuta di soccorrere, di  farsi prossimi  ai sofferenti che chiedono aiuto. Ci è infatti comandato di amare, non di ragionare sull’amore. Non obbedire al comandamento dell’amore - agàpe è appunto il rinnegare Gesù e dipende da noi. Ci è stato insegnato infatti che ogni cosa che si fa ai sofferenti è come se fosse fatta a lui (leggi nel Vangelo secondo Matteo, dal capitolo 25 i  versetti dal 31 al 46). Questo ci ripete il Papa, accorato, quasi ogni giorno, ma  è poco ascoltato, anche da chi parla  di fede e sbandiera simboli religiosi. «Maria Santissima ci aiuti a lasciarci purificare il cuore dal fuoco portato da Gesù, per propagarlo con la nostra vita, mediante scelte decise e coraggiose.» ha detto all’Angelus domenica scorsa. Così avvenga, così sia, amen.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli