martedì 9 aprile 2019

La morte di mia madre, Annarosa


  A coloro che le volevano bene, comunico che mia madre Annarosa è morta oggi. Negli anni ’70 fu l’iniziatrice dell’esperienza delle mamme catechiste nella nostra parrocchia  e del gruppo della Guardia d’Onore al Sacro Cuore di Gesù, dei Camilliani. Successivamente fu coinvolta nella religiosità dell’Opera dello Spirito Santo, promossa da madre Carolina Venturella e da padre Davide De Angelis. Visse e operò per quasi vent’anni presso il Centro di Palestrina come collaboratrice laica. Dal 2008 e per circa dieci anni visse un’altra profonda esperienza religiosa presso il pensionato delle suore della Santa Famiglia del Sacro Cuore e delle Missionarie della Divina Rivelazione in via delle Vigne Nuove.
  Visse un’intensa spiritualità mariana.
  La voglio ora ricordare trascrivendovi di seguito una delle sue lettere di Natale, che per anni mandò a circa seicento indirizzi delle Guardie d’onore  in tutta Italia, dei gruppi di preghiera di spiritualità Camilliana che aveva contribuito a fondare.

                 
                IL CUORE DI GESU' DEVE REGNARE!                                  

VIENI, SPIRITO  SANTO, VIENI!
                                                                       
   
AVE, O MARIA! 

                                                                                                                                                                                SANTO NATALE 2012 


Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo
e vieni in una grotta al freddo, al gelo
O bambino mio divino
io ti vedo qui a tremar: O Dio beato!
Ah! quanto di costò l'avermi amato


A te che sei nel mondo il Creatore,
mancano panni e fuoco  o mio Signore
Caro eletto pargoletto
quanto questa povertà, più m'innamora,
giacché ti fece amor povero ancora.
Tu lasci del tuo padre il divin seno
per venire a penar sul poco fieno
dolce amore del mio cuore,
dove amor ti trasportò? O Gesù mio
perché tanto patir, per amor mio!

Carissimi,
               come augurio di Natale vi propongo i versi dolcissimi della poesia composta da S. Alfonso Maria De' Liguori. Mi pare sia opportuno meditarli, oltre che cantarli. Infatti davanti al presepio ammiriamo i personaggi, che rappresentano la S. Famiglia e tutti coloro che rendono l'omaggio della loro devozione, ma spesso vediamo le statuine senza risalire alla sublime realtà, che esprimono. I Santi invece hanno in qualche modo penetrato il mistero e a volte lo hanno vissuto, per una grazia particolare di Dio, come ad esempio S. Francesco d'Assisi e S. Caterina da Bologna, che nella notte Santa hanno stretto tra le braccia il neonato Bambino.
  La dolcezza di quei momenti hanno ispirato espressioni tenerissime. Penso alle parole di S. Pio da Pietrelcina, che si rivolgeva a Gesù con queste parole:" Quale riconoscenza, o Dio, non ti dovremmo? Di quale amore non dovrebbe bruciare per te il nostro cuore! Con quel fuoco d'amore dovremmo riscaldare quelle tremanti tue tenere membra.... ( Epist. iv, 871-872)".                                   Il Bambino che Maria Santissima stringe tra le braccia, è stato donato dall'Eterno Padre per la nostra Redenzione. Fin dal momento dell'Incarnazione è stato infisso nel suo piccolo Cuore la croce spaventosa del martirio e della sofferenza.                                                                               
  Le sue prime lacrime mostrano la misericordia di Dio per l'umanità tutta di ogni tempo e di ogni spazio.    
     Ma ora è il momento di gioire all'annuncio degli Angeli, ecco è apparsa la moltitudine dell'esercito celeste che loda Dio dicendo:" Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama."  
      Con i pastori andiamo anche noi a Betlemme, troveremo Maria e Giuseppe e il Bambino Gesù, nato per noi. Lodiamo, glorifichiamo e ringraziamo Dio per la sua infinita bontà ( cfr. Lc 8-16 ).
                                                  BUON NATALE!
                                                                                                         Annarosa