Dalla metà dell’Ottocento
in Europa anche in religione si cominciò a pensare di organizzare una società
diversa dal passato, in cui nessuno potesse essere escluso e ad ognuno fosse
riconosciuta una eguale dignità, prescindendo dalla sua condizione sociale e
dal valore del suo lavoro. Si passò presto dalle idee ai fatti creando
associazioni per risolvere vari problemi della vita mediante la solidarietà.
Tra i cristiano cattolici, il Papato elaborò e diffuse una serie di
insegnamenti in merito che vengono chiamati dottrina
sociale e che si sono fatti sempre
più complessi e frequenti dopo il Concilio Vaticano 2°, la grande assemblea
mondiale del Papa con i vescovi che si è svolta a Roma, nei palazzi del
Vaticano, tra il 1962 e il 1965. Questa dottrina sociale ha progressivamente
assimilato la democrazia, partendo da una iniziale posizione di rifiuto. Questo
è avvenuto dal 1939 in poi, dopo la rottura con il regime fascista mussoliniano
italiano, che aveva mediato una serie di accordi tra il Regno d’Italia e il Papato
Romano, chiamati Patti Lateranensi, conclusi nel 1929 a Roma, nei palazzi
pontifici del Laterano, accanto alla basilica di San Giovanni in Laterano.
Al centro della
dottrina sociale del Papato romano vi fu progressivamente l’idea di fare del
mondo un’unica famiglia, realizzando mediante una costruzione sociale quello
che nella teologia cristiana viene indicato con la parola del greco antico ἀγάπη, che corrisponde a
quella del greco moderno αγάπη , che si legge agàpe e viene tradotta con amore ma ha un significato molto più esteso,
richiamando all’origine l’immagine di un lieto pranzo a cui nessuno sia
escluso. Questa parola definisce un concetto che è al centro delle concezioni
religiose cristiane perché è convinzione religiosa che la divinità sia ἀγάπη. Tutta la mitologia che fa assomigliare la fede cristiana ad
altre religioni appare, in questa prospettiva, come un contorno che serve in
quanto spiega ciò che si vuole intendere per ἀγάπη. Nell’antichità greco
romana questa religiosità apparve addirittura empia, atea. Fu fondamentalmente
che questo che, all’epoca del loro primo diffondersi intorno al mar
Mediterraneo, per le vie dell’antico impero romano di allora, nei primi tre
secoli della nostra era, le comunità cristiane vennero contrastata, e non solo
per opera del potere politico, ma anche nel contatto con l’altra gente. Tuttavia
l’idea di fare del mondo un’unica famiglia, nello spirito dell’ἀγάπη è, come ho detto,
molto recente. Dal Quarto secolo si cercò di unificare il mondo dei credenti ma
secondo altre impostazioni politiche, in particolare facendo dell’imperatore
romano una specie di luogotenente della divinità. Nei secoli successivi, le
dinastie sovrane, e dall’Undicesimo secolo lo stesso Papato romano, vollero
svolgere quel ruolo. Dal Settecento, con il prodursi di processi democratici, l’orientamento
iniziò a cambiare, generando anche una corrispondente teologia.
Al centro delle
nuove idee di riforma sociale c’era la riscoperta di una particolare concezione del potere come servizio, che troviamo
negli insegnamenti di Gesù di Nazareth contenuti nella Bibbia cristiana, il
complesso delle scritture sacre per i cristiani in quanto ritenute parola della divinità. E’ in quest’ordine di idee che
uno degli appellativi dati al Papa romano è quello di Servo dei servi di Dio.
Per le persone di
fede, la riforma sociale secondo l’ ἀγάπη ha un significato religioso, ma essa è anche un importante veicolo di mediazione
culturale, vale a dire che serve nei contatti interculturali a spiegare chi si
è e come la si pensa, senza necessità di ricorrere a discorsi teologici
esplicitamente religiosi. E’ un’idea di riforma sociale che può essere
giustificata e può essere condivisa a prescindere dall’accettazione di una fede
religiosa. Parte dall’anelito a vivere meglio insieme, liberando le persone dal
bisogno, dalla povertà, da ogni forma di asservimento. Essa non ha tra i suoi
scopi la conquista religiosa, il proselitismo. In questo si distingue
nettamente dall’attività propriamente missionaria. Realizzare concretamente l’ ἀγάπη ha un valore
religioso anche se non porta all’accettazione sociale della nostra religione in
chi ne è coinvolto. Questo consente di
accogliere anche gli apporti provenienti da altre culture, qualora abbiano le
stesse finalità. Questa azione di mediazione tra culture diverse è stata caratteristica
dell’esperienza europea dell’antichità greco-romana, prima tra i greci e poi
tra i romani e poi nelle civiltà che dalla fusione delle culture greca e romana
scaturirono. Ogni sistema ideologico di origine europea ne porta tracce.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa -
Roma, Monte Sacro, Valli
Translations
in English and Spanish made with the help of Google Translator
Traducciones
en inglés y español hechas con la ayuda de Google Translator.
From the
mid-nineteenth century in Europe even in religion began to think of organizing
a society different from the past, in which no one could be excluded and
everyone was recognized equal dignity, regardless of his social condition and
the value of his work. We soon passed from ideas to facts, creating
associations to solve various problems of life through solidarity. Among the
Catholic Christians, the Papacy elaborated and spread a series of teachings on
the subject that are called social doctrine and which became more and more
complex and frequent after the Second Vatican Council, the great world assembly
of the Pope with the bishops who carried out in Rome, in the palaces of the
Vatican, between 1962 and 1965. This social doctrine has progressively assimilated
democracy, starting from an initial position of rejection. This happened from
1939 onwards, after the break with the Italian Mussolini fascist regime, which
had mediated a series of agreements between the Kingdom of Italy and the Roman
Papacy, called Patti Lateranensi, concluded in 1929 in Rome, in the pontifical
palaces of Laterano, next to the Basilica of San Giovanni in Laterano.
At the center of the social doctrine of the
Roman papacy there was progressively the idea of making the world a single
family, creating through a social construction what in Christian theology is
indicated with the ancient Greek word ἀγάπη, which corresponds to that of
modern Greek αγάπη, which reads agàpe and is translated with love but has a much wider meaning, recalling
at the beginning the image of a happy lunch to which no one is excluded. This
word defines a concept that is at the center of Christian religious conceptions
because it is religious belief that divinity is ἀγάπη. All the mythology that
makes the Christian faith resemble other religions appears, in this
perspective, as a contour that serves as it explains what we want to understand
by ἀγάπη. In Greek-Roman antiquity this religiosity appeared even impious,
atheist. It was basically this that, at the time of their first spread around
the Mediterranean Sea, through the streets of the ancient Roman empire of the
time, in the first three centuries of our era, the Christian communities were
opposed, and not only by the power political, but also in contact with other
people. However, the idea of making the world a single family, in the spirit
of ἀγάπη is, as I said, very recent. From the fourth century, the attempt was
made to unify the world of believers, but according to other political
approaches, in particular by making the Roman emperor a kind of lieutenant of
divinity. In the following centuries, the sovereign dynasties, and from the
Eleventh century the same Roman Papacy, they wanted to play that role. Since
the eighteenth century, with the emergence of democratic processes, the
orientation began to change, also generating a corresponding theology.
At
the center of the new ideas of social reform there was the rediscovery of a
particular concept of power as service, which we find in the teachings of Jesus
of Nazareth contained in the Christian Bible, the complex of sacred scriptures
for Christians as considered the word of divinity. It is in this order of ideas
that one of the names given to the Roman Pope is that of Servant of the
Servants of God.
For
people of faith, social reform according to ἀγάπη has a religious significance,
but it is also an important vehicle for cultural mediation, that is to say that
it serves in intercultural contacts to explain who one is and how one thinks of
it, without necessity. to resort to explicitly religious theological
discourses. It is an idea of social reform that can be justified and can be
shared regardless of the acceptance of a religious faith. It starts from the
yearning to live better together, freeing people from need, from poverty, from
any form of enslavement. It does not have religious conquest, proselytism,
among its aims. In this it is clearly distinguished from properly missionary
activity. Realizing concretely the ἀγάπη has a religious value even if it does
not lead to the social acceptance of our religion in those involved. This
allows you to also accept the contributions from other cultures, if they have
the same purposes. This action of mediation between different cultures was
characteristic of the European experience of Greco-Roman antiquity, first among
the Greeks and then among the Romans and then in the civilizations that emerged
from the fusion of Greek and Roman cultures. Every ideological system of
European origin bears traces of it.
Mario
Ardigò - Catholic Action in San Clemente Pop3
- Rome, Monte Sacro, Valli
Desde
mediados del siglo XIX en Europa a partir del pasado, en el que nadie podía ser
excluido y todos eran reconocidos con igual dignidad, Podremos resolver
diversos problemas de la vida a través de la solidaridad. La Iglesia Católica,
el Papado elaboró y difundió una serie de enseñanzas sobre el tema que se
denominó doctrina social. en Roma, en los palacios del Vaticano, entre 1962 y
1965. Esta doctrina social ha asimilado progresivamente la democracia, a partir
de una posición inicial de rechazo. El régimen fascista de Mussolini, que había
sido mediado como una serie de acuerdos entre el Reino de Italia y el papado
romano, llamado Patti Lateranensi, concluyó en 1929 en Roma, en los palacios
pontificales de Letrán. Junto a la Basílica de San Juan de Letrán.
Un
mundo de una familia, un hombre joven, un hombre joven, que nació en una
familia romántica, que nació con una familia romántica, que nació en el mundo
griego ἀγάπη, que corresponde a la del griego moderno αγάπη , que lee agàpe y se traduce con amor pero
tiene un significado mucho más amplio, recordando al principio la imagen de un
almuerzo feliz al que nadie está excluido.. Esta palabra define un concepto de creencias religiosas
porque es la creencia religiosa de que la divinidad es ἀγάπη. Toda la mitología
que hace que la fe cristiana se parezca a otras religiones aparece, en esta
perspectiva, como un colaborador que sirve como explicación de lo que queremos
entender por ἀγάπη. En la antigüedad grecorromana, esta religiosidad parecía
incluso impía, atea. Era lo mismo que en los primeros tres siglos de nuestra
era, la comunidad cristiana se opuso, y no solo por la Poder político, pero
también en contacto con otras personas. Sin embargo, la idea de hacer del mundo
una sola familia, en el espíritu de γάπη es, como dije, muy reciente. A partir
del siglo IV, se intentó unificar el mundo de los creyentes, pero de acuerdo
con otros enfoques políticos, en particular al hacer del emperador romano una
especie de teniente de la divinidad. En los siglos siguientes, las dinastías
soberanas y, desde el siglo XI, el mismo papado romano, quisieron desempeñar
ese papel. Desde el siglo XVIII, con el surgimiento de procesos democráticos, la
orientación comenzó a cambiar, generando también una teología correspondiente.
En el centro de las nuevas ideas de reforma
social estaba el redescubrimiento de un concepto particular de poder como
servicio, que encontramos en las enseñanzas de Jesús de Nazaret contenidas en
la Biblia cristiana, el complejo de escrituras sagradas para los cristianos
como la palabra divinidad. Es en este orden de ideas que uno de los nombres
dados al Papa romano es el de Siervo de los Siervos de Dios.
Para
las personas de fe, la reforma social según γπη tiene un significado religioso,
pero también es un vehículo importante para la mediación cultural, es decir,
que sirve en los contactos interculturales para explicar quién es uno y cómo se
piensa, sin necesidad. Recurrir explícitamente a los discursos teológicos
religiosos. Es una idea de reforma social que puede justificarse y compartirse
independientemente de la aceptación de una fe religiosa. Comienza desde el
anhelo de vivir mejor juntos, liberando a las personas de las necesidades, de
la pobreza, de cualquier forma de esclavitud. No tiene conquista religiosa,
proselitismo, entre sus fines. En esto se distingue claramente de la actividad
propiamente misionera. Al darse cuenta concretamente de que ἀγάπη tiene un
valor religioso, incluso si no lleva a la aceptación social de nuestra religión
en los involucrados. Esto le permite aceptar también las contribuciones de
otras culturas, si tienen los mismos propósitos. Esta acción de mediación entre
diferentes culturas fue característica de la experiencia europea de la
antigüedad grecorromana, primero entre los griegos y luego entre los romanos y
luego en las civilizaciones que surgieron de la fusión de las culturas griega y
romana. Todo sistema ideológico de origen europeo lleva rastros de él.
Mario
Ardigò - Acción católica en el papa de San Clemente - Roma, Monte Sacro, Valli