domenica 30 dicembre 2018

Domenica 30-12-18 – Festa della Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria - Letture e sintesi dell’omelia delle Messa delle Nove - avvisi del parroco e di A.C.


 Domenica 30-12-18 – Festa della Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria -   Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità –  colore liturgico: bianco – salterio: proprio del Tempo -   Letture e sintesi dell’omelia delle  Messa delle Nove - avvisi  del parroco e di   A.C.

Osservazioni ambientali: cielo nuvoloso; temperatura ambientale 10° C.

Canti: ingresso,Venite fedeli;  Offertorio,Astro del Ciel; Comunione, Dio s’è fatto com noi; finale, I cieli narrano.

 Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.

 Nella cappella laterale di destra si può ammirare il bel presepio realizzato dall’amico  Stefano. Non arma di divisione e scontro tra culture, ma via verso il Vangelo: il Signore viene! Prepariamogli la via convertendoci al suo Vangelo, incessantemente, in questo tempo d’Avvento, come si predica in chiesa!

 Buona domenica a tutti i lettori!  


******************************************************

Pillola di Concilio
Dal Decreto sull’attività missionaria della Chiesa Alle genti - Ad Gentes,   del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)

L'attività missionaria nella vita e nella storia
8. L'attività missionaria è anche intimamente congiunta con la natura umana e con le sue aspirazioni. Difatti la Chiesa, per il fatto stesso che annuncia loro il Cristo, rivela agli uomini in maniera genuina la verità intorno alla loro condizione e alla loro vocazione integrale, poiché è Cristo il principio e il modello dell'umanità nuova, cioè di quell'umanità permeata di amore fraterno, di sincerità, di spirito di pace, che tutti vivamente desiderano. Cristo e la Chiesa, che a lui con la sua predicazione evangelica rende testimonianza, superano i particolarismi di razza e di nazionalità, sicché a nessuno e in nessun luogo possono apparire estranei (46). Il Cristo è la verità e la via, che la predicazione evangelica a tutti svela, facendo loro intendere le parole da lui stesso pronunciate: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15). E poiché chi non crede è già condannato (47), è evidente che le parole di Cristo sono insieme parole di condanna e di grazia, di morte e di vita. Soltanto facendo morire ciò che è vecchio possiamo pervenire al rinnovamento della vita: e questo vale anzitutto per le persone, ma vale anche per i vari beni di questo mondo, contrassegnati insieme dal peccato dell'uomo e dalla benedizione di Dio: «tutti infatti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio» (Rm 3,23). Ora nessuno di per se stesso e con le sue forze riesce a liberarsi dal peccato e ad elevarsi in alto, nessuno è in grado di affrancarsi dalla sua debolezza, dalla sua solitudine o dalla sua schiavitù (48) tutti han bisogno del Cristo come di un esempio, di un maestro, di un liberatore, di un salvatore, come di colui che dona la vita. Ed effettivamente nella storia umana, anche dal punto di vista temporale, il Vangelo ha sempre rappresentato un fermento di libertà e di progresso, e si presenta sempre come fermento di fraternità, di umiltà e di pace. Ben a ragione, dunque, Cristo viene esaltato dai fedeli come «l'atteso delle genti ed il loro salvatore » (49).
note:
(46) BENEDETTO XV, Maximum illud, 30 nov. 1919: AAS 11 (1919), p. 445: “Come la Chiesa di Dio è cattolica e non è estranea a nessun popolo o nazione...”. Cf. GIOVANNI XXIII, Mater et Magistra: “La Chiesa è universale per diritto divino... Inserendosi nella vita dei popoli, non è né si sente mai una istituzione che venga imposta dal di fuori... E quanto in lui rappresenta un valore, qualunque ne sia la natura, viene riaffermato e nobilitato” (cioè, coloro che sono rinati in Cristo): 25 maggio 1961: AAS 53 (1961), p. 444.
(47) Cf. Gv 3,18.
(48) Cf. IRENEO, Adv. Haer., III, 15 n. 3: PG 7, 919: “Furono predicatori della verità e apostoli della libertà”.
(49) Breviario romano, Ant. O [al Magnificat] ai vespri del 23 dicembre.



*********************

Prima lettura
Dal  primo libro di Samuele (1Sam 1,20-22.24-48)

 
Al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle, «perché - diceva - al Signore l'ho richiesto». Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andò, perché disse al marito: «Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre».
Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un'efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch'io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore.


Salmo responsoriale
Dal salmo 83

Ritornello: Beato chi abita nella tua casa, Signore.

Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L'anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. 
 
Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l'uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore. 
 
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato. 

Seconda lettura
Dalla  prima lettera  di san Giovanni Apostolo (1Gv 3,1-2.21-24)

 
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.


Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo. (Cfr. At 16,14b)

Alleluia.


Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 2,41-52)
  I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
  Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
  Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
 Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
 

Sintesi dell’omelia
   Il Tempo di Natale ci esorta a meditare sulla gioia e sull’amore di Dio. Nella festa di oggi, dedicata alla Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria è l’amore in famiglia che risalta. C’è il comandamento dell’onorare i propri genitori e lo si fa amandoli. Tanti genitori sono abbandonati dai figli.
 La famiglia incontra problemi. A volte i genitori non conducono i figli in chiesa, imitando i genitori di Gesù che lo condussero al Tempio di Gerusalemme. A volte sono i figli a non andarci più, mentre Gesù vi volle rimanere più  a lungo del tempo stabilito. Nella famiglia di Gesù, Gesù venne posto centro. Accortisi di non averlo più con loro i suoi genitori lo andarono a cercare nel Tempio. I problemi delle famiglie di oggi derivano in gran parte dal fatto che Gesù non è più posto al centro, ma lo sono altri aspetti della vita o altre cose. Gesù insegna l’amore che, come ricorda san Paolo, è pazienza, mansuetudine, perdono, benignità.  Così le famiglie si rinsaldano.
 Preghiamo perché nelle famiglie cristiane Gesù sia posto al centro e perché gli sposi cristiani perseverino nel mantenere fede ai loro impegni matrimoniali.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha compreso le parole del celebrante.
Avvisi del parroco:
domani sera, durante la Messa delle 18, verrà recitato il Te Deum, il canto di lode e di ringraziamento per l’anno trascorso;
Avvisi di A.C.
 La riunione infrasettimanale del gruppo di AC si terrà martedì 7-1-19, alle 17, in sala rossa.