E’ stato
detto anche per noi, nell’Italia di oggi!
«In tempi nei
quali sembrano ritornare mentalità che ci invitano a diffidare degli altri, che
con statistiche ci vogliono dimostrare che staremmo meglio, avremmo più
prosperità, ci sarebbe più sicurezza se fossimo soli, Maria e i discepoli di
queste terre ci invitano ad accogliere, a scommettere di nuovo sul fratello,
sulla fraternità universale.
[...]
Ma
Maria si mostra anche come la donna che si lascia accogliere,
che accetta umilmente di diventare parte delle cose del discepolo. In quel
matrimonio che era rimasto senza vino, col pericolo di finire pieno di riti ma
arido di amore e gioia, fu lei a ordinare che facessero quello che Lui avrebbe
detto loro (cfr Gv 2,5). Ora, come discepola obbediente, si
lascia accogliere, si trasferisce, si adatta al ritmo del più giovane. Sempre
costa l’armonia quando siamo diversi, quando gli anni, le storie e le
circostanze ci pongono in modi di sentire, di pensare e di fare che a prima
vista sembrano opposti. Quando con fede ascoltiamo il comando di accogliere e
di essere accolti, è possibile costruire l’unità nella diversità, perché non ci
frenano né ci dividono le differenze, ma siamo capaci di guardare oltre, di
vedere gli altri nella loro dignità più profonda, come figli di uno stesso
Padre (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 228).»
[Dall’omelia
del Santo Padre Francesco durante la Messa celebrata
nell’area del Santuario della Madre di Dio di Aglona (Lettonia), Lunedì,
24 settembre 2018]