Conferenza Episcopale
Italiana
CONSIGLIO PERMANENTE
Roma, 24-26 settembre
2018
DAL COMUNICATO FINALE
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4. Uno
sguardo al Paese
In Consiglio Permanente
la voce dei Vescovi si è fatta portavoce della sofferenza acuta di tanti
giovani privi di lavoro o alle prese con occupazioni occasionali, prive di
alcuna sicurezza. Il lavoro che manca – come il lavoro indegno – rimane una
piaga che angoscia, spoglia il Paese del suo futuro, peggiora le condizioni
delle famiglie e aumenta le disuguaglianze sociali. Nel sentirsi prossimi a
quanti vivono questa drammatica situazione che umilia la dignità stessa delle
persone, i Vescovi interpellano i responsabili della cosa pubblica, perché non
si accontentino di mettere in fila promesse o dichiarazioni falsamente
rassicuranti.
Analogamente, la
preoccupazione si è levata a fronte delle condizioni delle zone terremotate,
dei tanti piccoli borghi del centro Italia ancora privi di punti di
riferimento, fra cui quello costituito dalle loro chiese: una situazione che impoverisce
l’intero territorio e accentua il processo di spopolamento.
Animati dal Vangelo e
dal magistero del Santo Padre, i Vescovi sono tornati ad affrontare la
questione migratoria. La generosa disponibilità offerta dalle Diocesi anche lo
scorso agosto in occasione della vicenda della Nave Diciotti, rafforza la
convinzione di come la solidarietà – fatta di accoglienza e integrazione –
rimanga la via principale per affrontare la complessità del fenomeno. Rispetto
al pericolo che inquietudini e paure alimentino un clima di diffidenza,
esasperazione e rifiuto, il Consiglio Permanente ha rilanciato l’impegno della
Chiesa anche nel contribuire a un’Europa maggiormente consapevole delle sue
radici e con questo più giusta e fraterna, capace di custodire la vita, a
partire da quella più esposta.
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