Un espediente per
fascinare elettori superficiali
La proposta di rimandare a casa loro centinaia di migliaia di stranieri giunti in
emergenza in Italia è solo un espediente per fascinare elettori
superficiali, con poco tempo per la politica. La prova è questa: destra e
sinistra dal 1990, da quando sono cominciati a manifestarsi flussi migratori
più intensi dal Terzo mondo verso l’Europa, hanno provato a rimandarli a casa loro, con i risultati
che sappiamo. Non solo non ci sono riusciti, nonostante tutti i loro sforzi, ma
con quel provarci si sono anche esonerati dal cercare di fare
meglio quello che occorreva veramente, vale a dire di integrare i nuovi arrivati.
La gran parte di questi ultimi, allora, ha fatto da sé. Li troviamo intorno a noi a
vivere e lavorare in pace. Quelli che non ci sono riusciti, o non ci sono
ancora riusciti, perché fare da sé partendo dal fondo della società è molto
difficile hanno cercato di arrangiarsi in qualche modo per sopravvivere. Voi
che fareste nelle loro condizioni? Chiedere l’elemosina può servire. Ma vendere
stupefacenti al minuto, ai moltissimi consumatori che ci sono da noi, rende di
più. Si rischia. Ma se uno è un sbandato, che paura può fargli il carcere? Il
mercato degli stupefacenti è un problema sociale, certo. Chi ha la mia età
ancora ricorda un tempo in cui non c’era. Si è sviluppato alla fine degli anni
Sessanta. Ma il problema è appunto il mercato, l’abitudine a consolarsi con le
droghe, ed è creato da chi le consuma e da chi le procura. Tra questi ultimi
anche gli immigrati irregolari, che però sono quelli che ci guadagnano di meno.
Se non ci fossero loro ad occuparsi delle consegne al minuto, ai piccoli consumatori,
ci sarebbero altri sbandati, ad esempio gli stessi tossicodipendenti. Ma quasi
tutta la frutta che mangiamo è raccolta nei campi da immigrati poveri, in
condizioni di grave sfruttamento, a volte non molto distanti dalla schiavitù.
Al fondo di tutto c’è questa situazione di povertà estrema in cui gente è
costretta a casa sua e qui da noi. Perché, convinciamocene, quelli
che sono rimasti a casa loro, non li trattiamo meglio di
quelli che sono in Italia. Prendiamo quello che ci serve, diamo loro in cambio
quello che riteniamo giusto in un mercato da noi dominato, e vorremmo costruire
muri per proteggere questa situazione che ci è favorevole. Paghiamo poco quasi
tutto quello che è di nostro uso comune, che viene prodotto all’estero da
lavoratori pagati poco. E’ per questo che costa così poco. Controllate le
etichette di ciò che usate, il “made in…”.
Scagliarsi contro gli africani, prendendoli tutti per spacciatori,
significa costruire un nemico. Umberto eco ci
scrisse sopra un pezzo molto importante. Osservò che avere un nemico sembra
necessario per compattare la società. Citò lo scrittore francese Jean-Paul
Stare, il quale aveva osservato che costruendoci
dei nemici ci costruiamo il nostro inferno in terra. Nel dramma Huis clos, «a porte
chiuse», scrive Eco, «Satre chiude tre defunti, che in vita non
si conoscevano, in una camera d’albergo, uno di essi capisce la tremenda
verità:
Guardate che cosa semplice:
insipida come una rapa. Non c’è tortura fisica, va bene? Eppure, siamo all’inferno.
E nessun altro deve arrivare, qui. Nessuno. Fino alla fine, noi tre soli,
insieme […] Manca il boia […] Hanno realizzato una economia di personale. Ecco
tutto […] Il boia, è ciascuno di noi per gli altri due. »
Chi controlla la società, chi
controlla il mondo? Non gli immigrati poveri. Capire chi comanda nel mondo
significa capire chi è veramente responsabile delle migrazioni. Chi ha
organizzato il mondo, guadagnandoci, in un modo per cui ci sono tanti scarti umani che cercano salvezza altrove
da una vita disumana. Noi Europei siamo dalla parte dei dominatori del mondo.
Noi siamo quelli che stanno meglio in un mondo in cui la gran parte della gente
sta peggio. Ma tra noi c’è chi ha guadagnato di più, chi controlla il gioco.
Capire la politica è capire chi in società dirige e chi subisce ed esegue. Una
volta individuato chi comanda, lo si può giudicare dai risultati. E questo che
chi comanda non vuole che si faccia perché la realtà è che non ha comandato
bene, e se non lo ha fatto in passato e non vuole cambiare, perché ci ha anche
guadagnato, si è arricchito, non è ragionevole pensare che lo farà nel futuro,
nonostante le promesse elettorali.
La soluzione di chi promette di rimandarli a casa loro significa, sostanzialmente, più violenza
pubblica, la caccia all’immigrato strada per strada su larga scala, utilizzando
anche la delazione popolare, come si fece, anche da noi, per la caccia all’ebreo.
L’incubo che si è vissuto l’altro giorno a Macerata rischia di diventare la
nostra vita quotidiana. Ma, tranquillizzatevi: sono solo promesse elettorali.
Nessuno ha veramente la possibilità, né avrà, penso, la voglia (e la
convenienza), di mantenerle. Raggiunto il potere, si giustificherà in qualche
modo. Le cose continueranno andare come prima. Chi ha il potere controlla l’informazione,
avrà chi gli confezionerà le scusanti che occorrono. Si getterà la colpa su
qualcun altro. Su quelli di prima, ad esempio, o, se comanderanno quelli di
prima come sembra possibile che accada, sul mondo, sulle potenze globali, sui
mercati, sui terroristi eccetera eccetera. In religione per certe colpe si
parla di demonio. Ma chi sarebbe disposto a scusarsi ammettendo di aver seguito
i suoi consigli? Eppure…
Una politica così vale poco.
Propone soluzioni irrealizzabili e cattive a problemi reali, senza volerli
affrontare veramente. Spetta agli elettori sanzionare politiche così. E’ per
questo che si fanno le elezioni. Gli argomenti giusti possono essere trovati
nella dottrina sociale che condanna duramente, come un grave peccato personale
e sociale, il proposito di rimandarli a casa loro. E’ scritto in due
documenti che possono essere considerati, e utilizzati, come veri e propri
manuali di politica, l’esortazione apostolica La gioia del Vangelo - Evangelii
Gaudium e Laudato si’, entrambi diffusi da papa Francesco. Li potete leggere
sui vostri cellulari dal sito <www.vatican.va>, cliccando su Encicliche ed Esortazioni
apostoliche. Fatelo. Chi si lascerà fascinare dalla cattiva politica ne
sarà corresponsabile: la democrazia dà potere alle masse, ma anche
corresponsabilità.
Maraio Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte
Sacro, Valli