dal WEB
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/october/documents/papa-francesco_20171001_visitapastorale-bologna-mondodellavoro.html
VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A CESENA NEL TERZO CENTENARIO DELLA NASCITA DEL PAPA PIO VI A
BOLOGNA PER LA CONCLUSIONE DEL CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANO
A CESENA NEL TERZO CENTENARIO DELLA NASCITA DEL PAPA PIO VI A
BOLOGNA PER LA CONCLUSIONE DEL CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANO
INCONTRO CON IL MONDO DEL
LAVORO, I DISOCCUPATI, I RAPPRESENTANTI DI UNINDUSTRIA,
SINDACATI, CONFCOOPERATIVE E LEGACOOP, IN PIAZZA MAGGIORE
SINDACATI, CONFCOOPERATIVE E LEGACOOP, IN PIAZZA MAGGIORE
DISCORSO DEL SANTO PADRE
Piazza Maggiore (Bologna)
Domenica, 1° ottobre 2017
Domenica, 1° ottobre 2017
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Saluto tutti voi che appartenete al mondo del lavoro, nella varietà
delle sue espressioni. Tra queste c’è purtroppo anche quella negativa, cioè la situazione difficile, a volte angosciante,
della mancanza di lavoro. Grazie per la vostra accoglienza!
Voi rappresentate parti sociali diverse, spesso in discussione anche
aspra tra loro, ma avete imparato che
solo insieme si può uscire dalla crisi e costruire il futuro. Solo il dialogo,
nelle reciproche competenze, può permettere di trovare risposte efficaci e innovative
per tutti, anche sulla qualità del lavoro, in particolare
l’indispensabile welfare [nota
mia: il benessere che deriva dall’azione
delle istituzioni pubbliche, mediante servizi pubblici, interventi nell’economia,
regolazione dell’economia]. È
quello che alcuni chiamano il “sistema Emilia”. Cercate di portarlo avanti. C’è bisogno di soluzioni stabili e capaci
di aiutare a guardare al futuro per rispondere alle necessità delle persone e
delle famiglie.
Nel vostro territorio da lungo tempo si è sviluppata l’esperienza cooperativa, che nasce dal
valore fondamentale della solidarietà. Oggi essa ha ancora molto da
offrire, anche per aiutare tanti che
sono in difficoltà e hanno bisogno di quell’“ascensore sociale” che secondo
alcuni sarebbe del tutto fuori uso. Non
pieghiamo mai la solidarietà alla logica del profitto finanziario, anche
perché così la togliamo – potrei dire la rubiamo – ai più deboli che ne hanno
tanto bisogno. Cercare una società più
giusta non è un sogno del passato ma un impegno, un lavoro, che ha bisogno oggi
di tutti.
La situazione della disoccupazione giovanile
e quella di tanti che hanno perduto il lavoro e non riescono a reinserirsi sono
realtà alle quali non possiamo abituarci, trattandole come se fossero solamente
delle statistiche. E questa è la tentazione.
L’accoglienza e la lotta alla povertà passano
in gran parte attraverso il lavoro. Non si offre vero aiuto ai poveri senza che
possano trovare lavoro e dignità. Questa è la sfida
appassionante, come negli anni della ricostruzione dopo la guerra, che tanta
povertà aveva lasciato. Il recente “Patto per il lavoro”, che ha visto tutte le
parti sociali, e anche la Chiesa, firmare un comune impegno per aiutarsi nella
ricerca di risposte stabili, non di elemosine, è un metodo importante che
auspico possa dare i frutti sperati.
La crisi economica ha una dimensione europea
e globale; e, come sappiamo, essa è anche crisi etica, spirituale e umana. Alla
radice c’è un tradimento del bene comune, da parte sia di singoli sia di gruppi
di potere. È necessario quindi togliere centralità alla legge del profitto e
assegnarla alla persona e al bene comune. Ma perché tale centralità
sia reale, effettiva e non solo proclamata a parole, bisogna aumentare le opportunità di lavoro dignitoso. Questo è un compito che appartiene alla
società intera: in questa fase in modo particolare, tutto il corpo sociale,
nelle sue varie componenti, è chiamato a fare ogni sforzo perché il lavoro, che è fattore primario di
dignità, sia una preoccupazione centrale.
Qui ci troviamo davanti a San Petronio, ricordato come Pater et
Protector e raffigurato sempre con la città sulle sue mani. Da qui
fisicamente vediamo tre aspetti costitutivi
della vostra città: la Chiesa, il Comune e l’Università. Quando essi dialogano
e collaborano tra loro, si rafforza il prezioso umanesimo che
essi esprimono e la città – per così dire – “respira”, ha un orizzonte, e non
ha paura di affrontare le sfide che si presentano. Vi incoraggio a
valorizzare questo umanesimo di cui siete depositari per cercare soluzioni sapienti e lungimiranti ai
complessi problemi del nostro tempo, vedendoli sì come difficoltà, ma anche
come opportunità di crescita e di miglioramento. E questo che dico vale per
l’Italia nel suo insieme e per l’intera Europa.
Cari amici, vi sono particolarmente vicino, mettendo nelle mani del
Signore e della Madonna di San Luca tutte le vostre ansie e preoccupazioni. A
Lei, così venerata da tutti i bolognesi, ci rivolgiamo ora con la preghiera
dell’Angelus.
[evidenziazioni e nota di: Mario Ardigò - Azione
Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli]