Nei tre post che precedono, ripubblico, raccolte in un unico documento, le riflessioni di politica
svolte su questo blog dal settembre 2016 all'agosto 2017. Possono essere utili
come materiale per un tirocinio alla democrazia. E' possibile farne il
copia/incolla in formato word e, in questo modo, trasferirle molto rapidamente
con i vari dispositivi telematici oggi in uso. In gran parte si tratta di
sintesi di pensieri altrui, filtrati attraverso la mia esperienza di vita. Vi
invito a vagliare criticamente, in particolare alla luce del magistero se siete
persone di fede, ciò che ho scritto. Ciò che vi propongo può essere preso come
base per una discussione, ragionando di democrazia, ma ha necessità di essere
sviluppato e ampliato e, dove occorre, corretto. Autorizzo il libero utilizzo del
materiale offerto, esonerando dall'onere di menzionarne l'autore. Mi sono
limitato infatti a restituire ciò che ho ricevuto: ho fatto solo da
tramite.
Avverto che la mia posizione politica, non partitica, sulla
questione democratica emerge chiaramente negli scritti che propongo. Il mio
primo riferimento è stato sempre l'ambiente dossettiano bolognese, ma sono
anche un ragazzo degli anni '70, formatosi nella FUCI di allora. Ho accostato
anche il pensiero politico di altre fonti.
Ho cercato di utilizzare il metodo del dialogo e della mediazione
culturale che mi è stato insegnato in religione e di incoraggiare a impiegarlo
nelle riflessioni politiche. Ho voluto stimolare una discussione critica, non
polemizzare. Ho cercato di comprendere il punto di vista altrui, anche quando
divergeva molto dal mio.
Da ultimo: il mio lavoro non riflette il pensiero dei sacerdoti
della parrocchia San Clemente papa, né quello dell'Azione Cattolica. Scrivo da
associato all'Azione Cattolica, ma sotto la mia esclusiva responsabilità
personale.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro,
Valli.
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0.Introduzione
La formazione della persona di fede dovrebbe comprendere anche un tirocinio alla democrazia, come parte del tirocinio alla carità in senso religioso. Non mi riferisco ad un insegnamento di tipo dogmatico, quindi dei principi generali che Papa e vescovi ci invitano a seguire in quel campo. Essi, nel loro complesso, costituiscono un corpo molto esteso e sistematico, vale a dire ordinato per certi fini, che viene chiamato “dottrina sociale”. Intendo invece una pratica di democrazia a partire dalle realtà sociali più vicine alle persone, per arrivare e quelle che più vaste, a livello nazionale e internazionale. Di solito ci si trova immersi in vari tipi di società, le prime delle quali sono quelle dei giochi infantili e delle scuole primarie. E’ proprio da questo livello che occorre cominciare a imparare a praticare la democrazia e, più in generale, a fare politica. E’ un lavoro educativo che però, in genere, nella formazione di primo e secondo livello, diciamo per intenderci per la preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima, non si fa. E più avanti, quando si fa, la si fa appunto come insegnamento dogmatico, di norme generali da imparare e mettere in pratica. Ma per imparare certi principi di azione sociale occorre convincersene e per metterli in pratica, nel dettaglio delle nostre vite, occorre farne tirocinio, come per ogni sapienza che si apprende.
Come organizzare un tirocinio alla politica democratica in una parrocchia? La parrocchia è un’istituzione politica, nel senso che raggruppa una società che richiede di essere governata. Per farlo democraticamente, occorre fare pratica di partecipazione. Fin dove si può farlo? Non è il parroco che decide tutto? Effettivamente il parroco in genere ha l’ultima parola. Questo dipende dai diversi aspetti della parrocchia, che è una società di tipo comunitario, in cui quindi conta molto la partecipazione, ma anche un’istituzione amministrativa che si occupa, ad esempio, di un patrimonio immobiliare e di compiti specificamente notarili, nell’esercizio dei quali il sacerdote può anche assumere la veste di pubblico ufficiale, in particolare nella celebrazione dei matrimoni detti concordatariperché hanno anche effetti civili. Ad ogni funzione sono collegate specifiche responsabilità. Per le norme vigenti del diritto canonico e del diritto statale alcune responsabilità sono proprie del parroco e dei sacerdoti che con lui collaborano. Ma vi sono spazi di partecipazione democratica molto ampi, alcuni previsti espressamente dalle norme del diritto canonico, vale a dire da quello della Chiesa, ma altri che possono essere liberamente strutturati da una comunità che voglia farlo impegnandosi.
La partecipazione democratica è strettamente legata all’impegno, nel senso che non si partecipa veramente se non impegnandosi, facendosi carico e assumendosi responsabilità. Ci si assume una responsabilità quando si accetta di rendere conto alla comunità di ciò che si è fatto e di come lo si è fatto. Democrazia e impegno sono così strettamente connessi perché la democrazia non è solo un metodo di voto per adottare delibere collettive, con maggioranze più o meno ampie, ma anzitutto un sistema di valori. Questi ultimi, in democrazia, sono tutti orientati verso la giustizia. Dall’economista bolognese Stefano Zamagni, prendo la definizione di giustizia secondo tre aspetti:
-giustizia commutativa: negli scambi contrattare un prezzo equo; non approfittare a danno degli altri di condizioni di mercato loro eccessivamente sfavorevoli;
-giustizia distributiva: nella società fare in modo che a nessuno manchi l’essenziale;
-giustizia partecipativa: ognuno faccia il suo dovere in società; nessuno si chiami fuori; ognuno si metta in gioco nell’interesse collettivo.
E’ chiaro che la democrazia non è faccenda che si può risolvere con un clic.
Ma da dove cominciare per un tirocinio alla democrazia? Direi che occorre organizzare degli incontri nei quali:
- ragionare di democrazia;
-individuare gli spazi di democrazia che ci sono nelle società in cui ci si è trovati inseriti;
-progettare forme di partecipazione democratica;
-realizzare forme di partecipazione democratica, programmando verifiche periodiche.
Il materiale che segue serve appunto per ragionare di democrazia. Non è un manuale. Non è dogmatica di dottrina sociale. Si tratta di una raccolta di mie riflessioni, già pubblicate nel blog acvivearomavalli.blogspot.it , nelle quali confluiscono un po’ di mia vita vissuta, un po’ di riferimenti storici, e, in mezzo, riferimenti ai principi. I riferimenti storici di solito mancano nelle lezioni sulla dottrina sociale. Questo perché ci si sente a disagio nell'ammettere che in essa c’è stato uno sviluppo storico, che, quindi, è cambiata nel tempo, in seguito alle esperienze concrete di partecipazione sociale. Il cambiamento più rilevante ha riguardato proprio la democrazia, che molto lentamente è stata individuata come il regime politico più degno per le persone umane, in particolare in un processo che si è sviluppato prima alla base e poi nel magistero, quanto a quest’ultimo tra il 1941 e il 1991.
Ognuna delle riflessioni che seguono può essere lo spunto per iniziare a ragionare di democrazia, in uno degli incontri di cui dicevo. Va però considerata una proposta aperta, innanzi tutto per vagliarne i fondamenti, l’attualità, l’accettabilità sotto vari profili e quindi anche per contestarla, qualora occorra. E’ solo così che si migliora,: individuando con l’aiuto degli altri gli errori e imparando a non ripeterli.
Per ragionare di democrazia è indispensabile avere sotto mano il libro di testo di storia dell’ultimo anno delle scuole medie frequentate, inferiori o superiori. A chi non l’avesse più, consiglio l’ultima edizione del volume 3 del corso di storia Nuovi Profili Storici di A.Giardina, G. Sabbatucci, V. Vidotto, editori Laterza, €40,90.
Tutti i documenti della dottrina sociale sono pubblicati sul sito <www.vatican.va>. Per ricercarli velocemente si può impostare una ricerca sul motore di ricerca Google, inserendo il nome del documento che si ricerca (di solito in latino, ad esempio pacem in terris) e la parola vatican).