lunedì 1 maggio 2017

Solo pochi passi

Solo pochi passi

Il Santo scolaro, vetrata nella chiesa di Barbiana


MILANI: Tornare a casa ogni sera avendo imparato qualcosa, avendo ragionato, avendo adoperato la testa, oppure avendo fatto del bene a sé o agli altri. Questa è l’unica cosa seria che possa esserci nella vita, questo è il giusto.
[…]
Io non me ne intendo, perché non faccio come fa lei [un’insegnante]. Io tengo tutto il giorno i ragazzi, quindi non gli do dei compiti, ma lei che li tiene poche ore è costretta a darvi dei compiti. Io penso che li regoli secondo le capacità di quella che ci mette di più. Non so come penserà. Se a te invece fatti quelli ti avanzano delle ore, io non credo che ti abbai fatto scrivere la signorina nel diario: «Mi raccomando, appena finite questo non leggete nessun altro libro perché è dannosissimo, è pericoloso». Io conobbi uno che, dopo fatti i compiti di scuola, lesse un altro libro, poi andò fuori, gli capitò un incidente e si ruppe una gamba. E’ pericolosissimo, non bisogna mai leggere un altro libro dopo quelli di scuola! Ti hanno detto questo? Letti i libri di scuola hai fatto il tuo dovere? Non puoi renderti utile? Non c’è nessun bambinuccio vicino a casa che si possa aiutare a insegnare a leggere e scrivere? Non c’è un bene di sorta da fare  intorno a te? Ti avanza così tanto tempo da buttarlo via? Io non  mi vergognerei a dirle queste cose. Dov’è il nostro dovere? Eh? Cosa?

Da    Don Lorenzo Milani - Tutte le opere, edizione diretta da Alberto Melloni, a cura di Federico Ruozzi e di Anna Canfora, Valentina Oldano, Sergio Tanzarella,  Lezione a un gruppo di ragazze,  tomo primo, pag. 1217-1218, Mondadori, I Meridiani, 2017, prezzo di copertina €140,00, in commercio ad €119,00.

 Una mamma e un papà di famiglia che si impegnano a crescere dei figli già vivono religiosamente, anche se da anni non vengono più in chiesa, o ci vengono una volta tanto. Perché: chi gliel’ha fatto fare e glielo fa fare ad essere genitori così, bravi, solleciti, affettuosi, generosi, e via dicendo? In più spesso si occupano anche dei loro genitori molto anziani. Chi glielo fa fare? Ragionando su quel “Chi glielo fa fare” si scopre la fede che c’è sotto. Se consultano il catalogo delle opere di misericordia sul catechismo scoprono che le hanno fatte tutte: “vestire gli ignudi”, “sfamare gli affamati”, “curare gli infermi”,  “istruire gli ignoranti  e via dicendo. Perché non c’è persona più bisognosa  di un bimbo piccolo. Fanno tutto questo e forse, la sera, buttandosi a letto distrutti dalla fatica, sapendo che dovranno ancora accorrere al bimbo due o tre volte quella notte, forse dico, qualche volta, dopo aver letto qualche cosa di religione sul giornale o aver visto il Papa in TV, hanno anche il tempo di dire tra sé e sé “Ah, se avessi la fede!”. A loro vorrei dire, come è scritto, “Venite benedetti nel posto che è vostro di diritto”,  nella vostra parrocchia, a due passi da casa vostra. A voi bastano solo pochi passi, veramente. Nulla di più.
  Carissimi. una domenica, il giorno santo, vi presentate ad uno dei sacerdoti (accogliervi è il loro mestiere) e chiedete “Mi avanza un po’ di tempo, come posso rendermi utile? C’è un po’ di bene da fare? C’è un bambinuccio che si possa aiutare a leggere e scrivere? Posso dare una mano per l’Oratorio o il Campo estivo per i ragazzini?”.  Quelli subito vi indirizzeranno. Abbiamo veramente tanti ragazzini di cui occuparci, servono genitori che vogliano aiutare a far crescere anche i figli degli altri, insieme ai loro. E insieme si cresce meglio! In questo mese ci sono le Prime Comunioni. Ci sono tantissime cose da fare: più si è meglio è. Venite, cari colleghi genitori, e fate solo il lavoro santo che già fate per  i vostri figli, nulla di più. Tutto il resto verrà dopo, piano  piano, e sarà solo la spiegazione ragionata di quel “Chi ve lo fa fare?”  di cui ho scritto sopra. E' quello che già fate che è la meraviglia delle meraviglie!

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli