Europeismo
Quando si inizia a parlare di Europa e di europeismo
spesso le persone che incontro attaccano con le critiche, riprendendo
superficialmente i discorsi che sentono fare da diversi politici nazionali,
come se gran parte dei problemi che ci sono in Italia derivassero dall’Europa, concepita secondo la mentalità
fascista (scrivo le cose come sono!), come un coacervo di nazione d’oltralpe
che ce l’hanno con noi. In realtà di Europa
si sa poco, in particolare della sua
storia e di come è diventata cercando di superare gli stati nazionali, i quali
(quelli sì) erano stati protagonisti della sanguinosa, tragica, storia europea.
Ecco un primo punto da tenere presente: l’idea di una unificazione istituzionale tra i popoli europei scaturiva dalla volontà
di stabilire una pace europea, dopo secoli
di conflitti. In effetti il progressivo processo di unificazione istituzionale europea, vale a dire, innanzi tutto,
prima ancora della creazione di un governo
europeo, la creazione di norme europee, che favorissero la cooperazione europea e l’avvicinamento delle
società europee, ci ha dato un lungo periodo di pace, che dura tutt’oggi. L’ultima guerra mondiale finì in Europa nella
primavera del 1945 e non era scontato che non potesse riprendere. Solo sei anni
dopo, a Parigi, nel 1951, venne concluso il primo degli accordi internazionali
che diede inizio al processo di unificazione istituzionale europea: il trattato
che istituì la Comunità Europea del
Carbone e dell’Acciaio, più nota con la sigla CECA. Lo conclusero sei stati
nazionali: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi
(Olanda). Notate qualcosa? In questo gruppo c’erano stati nazionali che si erano combattuti durante la Seconda guerra
mondiale: Germania e Italia da una parte, Belgio, Francia, Lussemburgo e Paesi
Bassi dall’altra. Le ultime due guerre mondiali (1914/1918 e 1939-1945) erano
originate sulla frontiera tra Francia e Germania. Oggi il problema della pace
europea non scalda i cuori, e invece dovrebbe. Negli anni ’40 era diverso,
perché si aveva l’esperienza diretta di due guerre mondiali che avevano
provocato tante sofferenze ai popoli europei e, in particolare, tra le classi
popolari, operai e contadini, che fornivano i militari di truppa, in particolare la
fanteria, votata allo sterminio. L’idea di unificazione
europea era rivoluzionaria durante il regime fascista (1922-1945). E
infatti uno dei documenti più citati, ma poco conosciuto, dell’europeismo
italiano, il Manifesto di Ventotene,
che ho pubblicato ieri, venne scritto nell’Isola di Ventotene, da tre pregiudicati sottoposti alla misura di
polizia del confino per ragioni
politiche, che era molto di più dell’obbligo
di soggiorno che si applica oggi alle persone pericolose. Comportava
infatti una serie di gravi limitazioni che, in definitiva, obbligavano i confinati a stare sempre tra di loro. Quei
confinati si chiamavano Altiero
Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. Il più noto dei tre è Spinelli, che
nel 1941 aveva 34 anni. Gli altri due ne avevano 44 e 32. Li possiamo considerare tre rivoluzionari, perché volevano cambiare
totalmente il mondo in cui si erano trovati a vivere.
Come c’entra l’europeismo con la fede religiosa? C’entra per vari
motivi. Innanzi tutto l’ideale di una pace
tra i popoli è diventato dalla metà
del secolo scorso molto importante nella nostra dottrina sociale. E l’unificazione
europea è stata una via verso la pace. E poi perché l’ideologia dell’unificazione
europea è vista con sospetto, tra noi in religione, nonostante che i laici di
fede siano stati protagonisti in quel processo politico. In effetti negli
ultimi decenni essa ha surclassato quella religiosa come potenza di pace, in particolare,
più recentemente, nelle politiche contro la discriminazione sociale che sta
attuando. Le organizzazioni religiose sono in genere andate a rimorchio, spesso
riottosamente, come quando si cerca di contrastare le discriminazioni a sfondo
sessuale. Si tende allora a pensare che la rivoluzione
che si sta attuando nel processo di unificazione europea sia antireligiosa, e
non è così, come si potrebbe facilmente capire se si trovasse il tempo di
approfondire.
Mario Ardigò - Azione Cattolica
in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli