Nella riunione di stasera del gruppo
parrocchiale di AC, alle ore 17 in sala rossa, proporremo la prima partita del
Gioco della riforma costituzionale!
Nella riunione di stasera del gruppo
parrocchiale di AC, alle ore 17 in sala rossa, proporremo la prima partita del
Gioco della riforma costituzionale, per cominciare a fare pratica dei temi
della legge costituzionale sulla quale siamo chiamati a votare nel referendum
del prossimo 4 dicembre.
Potete trovare le regole e le schede del gioco
nel post di domenica scorsa.
Occorre informarsi
personalmente sulla materia oggetto del prossimo referendum
costituzionale: siamo stati invitati a farlo dal presidente della
Conferenza Episcopale Italiana. E’ un compito che non ci compete solo come
cittadini, ma anche come persone di fede. Ha a che fare con la politica, che
significa prendersi cura della casa comune, come indicato
nell’enciclica Laudato si’. Ma richiede uno sforzo, per
andare oltre gli slogan semplicistici che vengono proposti per convincerci a
decidere in un senso o in un altro. Una buona parte di essi non solo semplificano,
ma lo fanno anche arbitrariamente, vale a dire che sono falsi.
Un politico che semplifica in quel modo non è un buon
politico. Chi lo segue non è un buon cittadino. La prima esigenza della
politica è quella della verità, ma quest’ultima va ricercata pazientemente e
conquistata, vagliando realisticamente fatti e affermazioni. E
soprattutto: il buon cittadino non accetta cambiali in bianco dai capi
politici. Gli atteggiamenti fideistici sono l’antitesi della democrazia.
Purtroppo i fautori e gli
avversari della riforma costituzionale ci spingono proprio verso atteggiamenti
fideistici. E’ perché si tratta di valutare una legge complessa, composta di
ben 41 articoli, che modificano circa un terzo dell’attuale Costituzione, ed
anche un articolo della prima parte, quella sui diritti e doveri dei cittadini,
e precisamente il terzo comma dell'art.48, prevedendo che gli italiani
all'estero voteranno solo per la Camera dei deputati. Probabilmente si pensa
che i più non avranno il tempo e la voglia di leggerli, e soprattutto di
capirli. Questo un bel problema, perché la riforma cambierà le nostre
istituzioni fondamentali e, quindi, anche la nostra vita sociale.
I fautori della riforma
sostengono che la vittoria del “NO” provocherebbe disastri, ma senza spiegare
perché: eppure con l’attuale Costituzione abbiamo affrontato e superato
gravissime crisi, in particolare quella economica, lunghissima, che è iniziata
nel 2009. Leriforme, anche in via d’urgenza, non sono
state impedite, tanto che la stessa riforma costituzionale approvata
quest’anno è frutto della Costituzione così com’è.
Alcuni sostengono che una riforma
imperfetta è meglio di niente, ma in materia costituzionale le riforme
dovrebbero essere ben ponderate e non avere imperfezioni riconoscibili già
all’origine, come quella in discussione. Infatti gli effetti della riforma
incideranno anche sulle successive eventuali riforme costituzionali, che
dovranno essere approvate con le nuove regole. Sarà più difficile, in
particolare, correggere quelle imperfezioni che sono già evidenti ai giuristi,
ma che non vengono ritenuti tali dal Governo.
Ecco alcuni esempi di argomenti a favore e
contro la riforma che, a mio parere, non hanno motivazioni convincenti:
- altrimenti non
ci saranno più riforme per quindici, anzi trent’anni!
- ce lo chiede l’Europa;
- ce la chiedono
da 70 anni;
- non esistono
alternative;
- meglio che
niente;
- fare la
riforma aiuta la ricerca e serve alla salute, alleggerisce le bollette, serve
per la sicurezza e contro il terrorismo;
- facendola ci
sarà più lavoro per tutti;
- facendola la
crisi dell’Italia passerà;
- facendola
saremo più forti in Europa;
- facendola
verrà una dittatura;
- facendola l’attuale
Governo, che l’ha proposta e patrocinata, verrà favorito alle elezioni (i
sondaggi demoscopici, per ora, attestano
il contrario).
Sono
invitati a partecipare tutti coloro, anche non associati all’Azione Cattolica,
che vogliano cominciare a informarsi meglio sulla riforma costituzionale! Però,
sappiate, che il vincitore sarà uno solo e si saprà subito chi ha vinto! Tutti
i partecipanti, però, forse, ne sapranno un pochino di più sulla riforma.
Questo risultato dipenderà dall’impegno di tutti, come accade sempre in
democrazia: la fortuna non c’entra in questo gioco. Nel gioco tutti si sarà,
contemporaneamente, maestri e allievi.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente
papa - Roma, Monte Sacro, Valli