domenica 18 settembre 2016

Ieri mattina il magistrato turco Seyfettin Ygit è stato trovato impiccato nei bagni del carcere.

  
Il magistrato turco Seyfettin Ygit

 Ieri mattina il  magistrato turco Seyfettin Ygit è  stato trovato impiccato nei bagni del carcere. Era stato arrestato dopo il recente tentativo di colpo di stato militare. Ad oggi non sono noti gli elementi di prova che attestassero una sua effettiva partecipazione all’atto sovversivo.
   Dalla stampa si sapeva che, quando era in servizio come pubblico ministero, aveva indagato per ipotesi di corruzione che avevano coinvolto persone della famiglia dell’attuale capo di stato turco,  Erdogan. 
   In Turchia, dopo il tentativo di colpo di stato militare, sono stati incarcerati migliaia tra magistrati, insegnanti e altri dipendenti pubblici. Si è saputo che si vorrebbe reintrodurre la pena di morte e istituire tribunali speciali per  giudicare crimini politici. La repressione politica si è diretta contro un movimento politico-religioso che è considerato ostile all’attuale partito di maggioranza turco. Non sono state rese note, finora, le prove che il tentativo di colpo di stato sia stato promosso da quel movimento, o, comunque, da aderenti a quel movimento con la collusione dei vertici associativi.
  La Turchia è una delle più importanti nazioni europee. Istanbul, l’antica Bisanzio,  una delle maggiori città europee, costituisce storicamente uno dei cuori sia  della storia cristiana che di quella islamica. I profondi legami storici, culturali, sociali ed economici di quella nazione con le altre nazioni europee fanno del problema della democrazia in Turchia, che appare coinvolta in una svolta autoritaria, una questione europea.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli