Ieri mattina il magistrato turco Seyfettin Ygit è stato
trovato impiccato nei bagni del carcere. Era stato arrestato dopo il recente
tentativo di colpo di stato militare. Ad oggi non sono noti gli elementi di
prova che attestassero una sua effettiva partecipazione all’atto sovversivo.
Dalla stampa si sapeva che, quando era in
servizio come pubblico ministero, aveva indagato per ipotesi di corruzione che
avevano coinvolto persone della famiglia dell’attuale capo di stato turco, Erdogan.
In Turchia, dopo il
tentativo di colpo di stato militare, sono stati incarcerati migliaia tra
magistrati, insegnanti e altri dipendenti pubblici. Si è saputo che si vorrebbe
reintrodurre la pena di morte e istituire tribunali speciali per giudicare crimini politici. La repressione
politica si è diretta contro un movimento politico-religioso che è considerato
ostile all’attuale partito di maggioranza turco. Non sono state rese note,
finora, le prove che il tentativo di colpo di stato sia stato promosso da quel
movimento, o, comunque, da aderenti a quel movimento con la collusione dei
vertici associativi.
La Turchia è una delle più
importanti nazioni europee. Istanbul, l’antica Bisanzio, una delle maggiori città europee, costituisce
storicamente uno dei cuori sia della storia cristiana che di
quella islamica. I profondi legami storici, culturali, sociali ed economici di
quella nazione con le altre nazioni europee fanno del problema della democrazia
in Turchia, che appare coinvolta in una svolta autoritaria, una questione
europea.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte
Sacro, Valli
