domenica 4 settembre 2016

Domenica 4-9-16 – 23° Domenica del Tempo Ordinario - Letture della Messa e sintesi dell’omelia della Messa delle nove – avvisi del parroco e di A.C.

Particolare dell'antica figura su pietra, con croce, colombine e fenici, applicata sull'ambone della basilica di S. Cristina, a Bolsena

Domenica  4-9-16 – 23° Domenica del Tempo Ordinario -  Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – – colore liturgico: verde – salterio: 3° settimana del Tempo -   Letture della Messa  e sintesi dell’omelia della Messa delle nove – avvisi del parroco  e di  A.C.

  Osservazioni ambientali: temperatura 26°C; cielo sereno. Canti: ingresso, Ti esalto, Dio mio re; Offertorio, Se m’accogli; Comunione, Preghiera semplice; finale, Andate per le strade.

 Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.

 Buona domenica a tutti i lettori!  
Presbiterio e abside della basilica di S. Cristina, a Bolsena, una domenica dello scorso agosto


Presbiterio e abside della chiesa parrocchiale, oggi, qualche minuto prima delle 9



Pillola di Concilio
[dalla Costituzione dogmatica sulla Chiesa Luce per le genti, del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)]

Vocazione universale alla santità

40. Il Signore Gesù, maestro e modello divino di ogni perfezione, a tutti e a ciascuno dei suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato quella santità di vita, di cui egli stesso è autore e perfezionatore: «Siate dunque perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste» (Mt 5,48). Mandò infatti a tutti lo Spirito Santo, che li muova internamente ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente, con tutte le forze (cfr Mc 12,30), e ad amarsi a vicenda come Cristo ha amato loro (cfr. Gv 13,34; 15,12). I seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma a titolo del suo disegno e della grazia, giustificati in Gesù nostro Signore, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e perciò realmente santi. Essi quindi devono, con l'aiuto di Dio, mantenere e perfezionare con la loro vita la santità che hanno ricevuto. Li ammonisce l'Apostolo che vivano «come si conviene a santi » (Ef 5,3), si rivestano «come si conviene a eletti di Dio, santi e prediletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di dolcezza e di pazienza » (Col 3,12) e portino i frutti dello Spirito per la loro santificazione (cfr. Gal 5,22; Rm 6,22). E poiché tutti commettiamo molti sbagli (cfr. Gc 3,2), abbiamo continuamente bisogno della misericordia di Dio e dobbiamo ogni giorno pregare: «Rimetti a noi i nostri debiti » (Mt 6,12).
È dunque evidente per tutti, che tutti coloro che credono nel Cristo di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità  e che tale santità promuove nella stessa società terrena un tenore di vita più umano. Per raggiungere questa perfezione i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura con cui Cristo volle donarle, affinché, seguendo l'esempio di lui e diventati conformi alla sua immagine, in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con piena generosità si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Così la santità del popolo di Dio crescerà in frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato nella storia della Chiesa dalla vita di tanti santi.

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LETTURE BIBLICHE DELLA MESSA

Prima lettura
Dal libro della  Sapienza (Sap 9,13-18)


Quale uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
 I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
 
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
 
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
 
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza.


Salmo responsoriale
Dal salmo  89 (90)


Ritornello:
 Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.


Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte. 
 
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca. 

 
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! 

 
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.




Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Filèmone (Fil 9b-10.12-17)

 Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
 Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
 Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
 Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.


Canto al Vangelo  

Alleluia, alleluia
Fa' risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.  [Sal 118,13]
Alleluia


Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,25-33)
 In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
 Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
 Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
 Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
 Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
 Il Vangelo di oggi è esigente, ci mette in crisi: è così che opera la parola di Dio.
 Partiamo però dalla seconda lettura: è tratta dalla Lettera di san Paolo a Filèmone, il documento più breve di tutta la Bibbia cristiana. E’ un biglietto scritto da Paolo, durante una fase di prigionia, a Filèmone, da lui convertito e battezzato. Riguarda Onèsimo, uno schiavo di Filèmone fuggito dal padrone e convertito da Paolo. Paolo lo rimanda a Filèmone, non più però per essere trattato come schiavo, ma come un fratello.
  Nel mondo antico la schiavitù era un’istituzione diffusa e praticata. Oggi noi ci stupiamo che una persona possa essere di proprietà di un’altra, come una cosa.
 L’insegnamento però è che in Cristo non vi sono più schiavi. Ricordiamo il passo della lettera i Galati (Gal 3,27-29):
  Fratelli, 26 tutti voi siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, 27 poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.
28 Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.
29 E se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.
 Alla luce di questo possiamo intendere anche il Vangelo proclamato nella legge di oggi.
 Non dobbiamo attribuire eccessiva importanza a certi ruoli sociali: come quello di padre, madre, marito e moglie, figlio o figlia, fratello o sorella. E non dobbiamo pretendere troppo dagli altri sulla base di questi ruoli sociali: se lo si fa si resta in genere delusi.
 Siamo tutti uno in Cristo, è questo che importa. Bisogna diventare suoi discepoli. Questo però richiede un impegno. In questo ci aiuti santa Teresa di Calcutta, oggi canonizzata in piazza San Pietro.
 La santa diceva che chi non riesce a riconoscere Cristo nell’Eucaristica difficilmente potrà riconoscerlo negli ultimi, nei sofferenti. Ecco perché riteneva così importante la preghiera, la raccomandava per non meno di due ore al giorno alle sue suore; e questo anche se aveva fondato un ordine molto attivo, in particolare nel campo della carità.

Sintesi di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa, per come ha  compreso le parole del celebrante.


Avvisi del parroco:
- dal mese di settembre l’orario delle Messe sarà quello ordinario. Per tutto settembre la Messa serale sarà celebrata alle 19;
- dal 12-9-16 si apriranno le iscrizioni al catechismo per la preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima

Avvisi di A.C.
- Le riunioni infrasettimanali del gruppo parrocchiale di AC riprenderanno ad ottobre prossimo. Continueremo ad animare la messa domenicale delle nove.
-  Le letture bibliche della Messa dell’11-9-16 saranno: Es 32,7-11.13-14; Sal 50 (51); 1 Tm 1,12-17; Lc 15,1-32;