Per
una stessa causa: una lotta repubblicana
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| L'edizione originale inglese di Le Tre Ghinee, di Virgina Woolf (1882-1941) |
Uomini e donne che lavorano insieme per la
medesima causa. Si è diradata anche la nube che velava il passato. Per che cosa
lottavano nel diciannovesimo secolo quelle buffe donnine con cappellino e
mantella? Per la stessa causa per cui lottiamo oggi. “La nostra lotta non era
soltanto per i diritti delle donne”; - è
Josephine Butler che parla - “era più
vasta e più profonda; era la lotta per
il diritto di tutti - di tutti gli uomini e di tutte le donne - a
vedere rispettati nella propria persona i grandi principi della Giustizia, dell’Uguaglianza
e della Libertà”. Sono le stesse parole che usa Lei; è la stessa lotta che
conduce Lei. Le figli degli uomini colti che venivano chiamate - e la parola le
offendeva - femministe in realtà
furono le antesignane del Suo stesso movimento. Combattevano il medesimo nemico
per i medesimi motivi. Combattevano contro l’oppressione dello stato
patriarcale, come voi combattete contro l’oppressione dello stato fascista. Noi
non facciamo che portare avanti la lotta iniziata dalle nostre madri e dalle
nostre nonne; lo dimostrano le loro parole; lo dimostrano le vostre. Ma ora, la
Sua lettera ci garantisce che oggi voi combattete al nostro fianco, non contro
di noi. E’ una circostanza così straordinaria da giustificare un’altra
celebrazione. E quale cerimonia può essere più adatta dello scrivere altre
parole morte, altre parole corrotte per poi distruggerle col fuoco: le parole
Tiranno, Dittatore, per esempio. Ma ahimè, quelle parole non sono ancora cadute
in disuso. Dai giornali escono ancora le uova di quegli insetti. Whitehall [residenza reale britannica] e
Westminster [sede del Parlamento
britannico] esalano ancora quell’odore tipico e inconfondibile. E all’estero
il mostro si è fatto più audace. Non ci si può sbagliare. Ha ampliato il suo
raggio d’azione. Ostacola le vostre libertà; vi impone come dovete vivere;
opera distinzioni non solo tra i sessi, ma tra le razze. Ora voi provate sulla
vostra persona quello che hanno provato le vostre madri quando furono escluse,
quando furono imprigionate perché erano donne. Ora voi siete esclusi, ora voi
siete imprigionati, perché siete ebrei, perché siete democratici, per ragioni
razziali, per ragioni religiose. Non è una fotografia quella che vi sta
davanti; siete voi stessi che arrancate in fila. Allora tutto cambia. Ora vi
appare evidente in tutto il suo orrore l’iniquità
della dittatura, non importa dove, se a Oxford o a Cambridge, a Whitehall o a
Downing Street [residenza del Primo
ministro britannico], in Inghilterra
o in Germania, in Italia o in Spagna; non importa contro chi, se contro
gli ebrei o contro le donne. Ma oggi lottiamo fianco a fianco. Le figlie e i
figli degli uomini colti oggi lottano uniti. Si tratta di un fatto così
esaltante, benché ancora non sia giunto
il momento di celebrarlo solennemente, che se questa ghinea potesse essere
moltiplicata un milione di volte, il milione di ghinee sarebbe tutto per voi,
senz’altra condizione che quelle che vi siete voi stessi imposti. Prenda questa
ghinea, dunque, e la usi per affermare “il diritto di tutti - di tutti gli
uomini e di tutte le donne - a veder rispettati nella propria persona i grandi
principi della Giustizia, dell’Uguaglianza e della Libertà”. Accenda questa
candela alla finestra della sua associazione: dio voglia che si viva fino a
vedere il giorno che le parole del tiranno e dittatore verranno ridotte in
cenere, perché tiranno e dittatore saranno cadute in disuso.
[dal saggio di Virginia Woolf, Le Tre Ghinee, pubblicato in Gran Bretagna nel 1938; in
Italia ora edito da Feltrinelli in
edizione economica. Scrive Luisa Muraro nell’introduzione:
“Questo
libro è la spartizione di un somma di denaro, tre ghinee, in tre parti, insieme
ai ragionamenti che accompagnano l’operazione. A Virginia Woolf era stato
chiesto, da un avvocato segretario di un’associazione antifascista, di fare
qualcosa per prevenire la guerra (che poi sarebbe scoppiata e sarà la seconda
guerra mondiale) e per contrastare l’avanzata del fascismo in Europa. Il
segretario dell’associazione nella sua
lettera le suggeriva alcuni modi: sottoscrivere una lettera ai giornali,
diventare membri dell’associazione, inviare a questa un contributo in denaro”)]
Postato da Mario Ardigò - Azione
Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli






