sabato 4 giugno 2016

Per una stessa causa: una lotta repubblicana

Per una stessa causa: una lotta repubblicana

L'edizione originale inglese di Le Tre Ghinee, di Virgina Woolf (1882-1941)



 Uomini e donne che lavorano insieme per la medesima causa. Si è diradata anche la nube che velava il passato. Per che cosa lottavano nel diciannovesimo secolo quelle buffe donnine con cappellino e mantella? Per la stessa causa per cui lottiamo oggi. “La nostra lotta non era soltanto per i diritti delle donne”;  - è Josephine Butler che parla  - “era più vasta  e più profonda; era la lotta per il diritto di tutti  -  di tutti gli uomini e di tutte le donne - a vedere rispettati nella propria persona i grandi principi della Giustizia, dell’Uguaglianza e della Libertà”. Sono le stesse parole che usa Lei; è la stessa lotta che conduce Lei. Le figli degli uomini colti che venivano chiamate - e la parola le offendeva - femministe in realtà furono le antesignane del Suo stesso movimento. Combattevano il medesimo nemico per i medesimi motivi. Combattevano contro l’oppressione dello stato patriarcale, come voi combattete contro l’oppressione dello stato fascista. Noi non facciamo che portare avanti la lotta iniziata dalle nostre madri e dalle nostre nonne; lo dimostrano le loro parole; lo dimostrano le vostre. Ma ora, la Sua lettera ci garantisce che oggi voi combattete al nostro fianco, non contro di noi. E’ una circostanza così straordinaria da giustificare un’altra celebrazione. E quale cerimonia può essere più adatta dello scrivere altre parole morte, altre parole corrotte per poi distruggerle col fuoco: le parole Tiranno, Dittatore, per esempio. Ma ahimè, quelle parole non sono ancora cadute in disuso. Dai giornali escono ancora le uova di quegli insetti. Whitehall [residenza reale britannica] e Westminster [sede del Parlamento britannico] esalano ancora quell’odore tipico e inconfondibile. E all’estero il mostro si è fatto più audace. Non ci si può sbagliare. Ha ampliato il suo raggio d’azione. Ostacola le vostre libertà; vi impone come dovete vivere; opera distinzioni non solo tra i sessi, ma tra le razze. Ora voi provate sulla vostra persona quello che hanno provato le vostre madri quando furono escluse, quando furono imprigionate perché erano donne. Ora voi siete esclusi, ora voi siete imprigionati, perché siete ebrei, perché siete democratici, per ragioni razziali, per ragioni religiose. Non è una fotografia quella che vi sta davanti; siete voi stessi che arrancate in fila. Allora tutto cambia. Ora vi appare evidente  in tutto il suo orrore l’iniquità della dittatura, non importa dove, se a Oxford o a Cambridge, a Whitehall o a Downing Street [residenza del Primo ministro britannico], in Inghilterra  o in Germania, in Italia o in Spagna; non importa contro chi, se contro gli ebrei o contro le donne. Ma oggi lottiamo fianco a fianco. Le figlie e i figli degli uomini colti oggi lottano uniti. Si tratta di un fatto così esaltante, benché ancora  non sia giunto il momento di celebrarlo solennemente, che se questa ghinea potesse essere moltiplicata un milione di volte, il milione di ghinee sarebbe tutto per voi, senz’altra condizione che quelle che vi siete voi stessi imposti. Prenda questa ghinea, dunque, e la usi per affermare “il diritto di tutti - di tutti gli uomini e di tutte le donne - a veder rispettati nella propria persona i grandi principi della Giustizia, dell’Uguaglianza e della Libertà”. Accenda questa candela alla finestra della sua associazione: dio voglia che si viva fino a vedere il giorno che le parole del tiranno e dittatore verranno ridotte in cenere, perché tiranno e dittatore saranno cadute in disuso.
[dal saggio di Virginia Woolf, Le Tre Ghinee,  pubblicato in Gran Bretagna nel 1938; in Italia ora  edito da Feltrinelli in edizione economica. Scrive Luisa Muraro nell’introduzione:
“Questo libro è la spartizione di un somma di denaro, tre ghinee, in tre parti, insieme ai ragionamenti che accompagnano l’operazione. A Virginia Woolf era stato chiesto, da un avvocato segretario di un’associazione antifascista, di fare qualcosa per prevenire la guerra (che poi sarebbe scoppiata e sarà la seconda guerra mondiale) e per contrastare l’avanzata del fascismo in Europa. Il segretario dell’associazione  nella sua lettera le suggeriva alcuni modi: sottoscrivere una lettera ai giornali, diventare membri dell’associazione, inviare a questa un contributo in denaro”)]









Postato da Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli