domenica 1 maggio 2016


Domenica  1-5-16 – 6° Domenica di Pasqua - Memoria di San Giuseppe lavoratore - Festa dei lavoratori -  Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – – colore liturgico: bianco – 2° settimana del salterio -   Letture e sintesi dell’omelia della Messa prefestiva vespertina – avvisi del parroco  e di  A.C.

  Osservazioni ambientali: temperatura 18°C; cielo nuvoloso. Canti: ingresso, Vocazione; Offertorio, Le tue mani; Comunione, Ho incontrato te, Gesù; finale, Magnificat  di Taizè.

Il presbiterio e l'abside (con i nuovi colori) della chiesa parrocchiale, oggi, qualche minuto prima delle nove


 Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.
 Il parroco invita a pregare con i bambini che oggi riceveranno la Prima Comunione della chiesa parrocchiale (è il primo di tre gruppi che quest’anno riceveranno il Sacramento da noi)

Buona domenica a tutti i lettori!
IMMISCHIATI!
“Un buon cattolico s’immischia  in politica” (papa Francesco)

 La parrocchia San Clemente propone
5 INCONTRI
per avvicinare alla bellezza della DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA.
 Per una nuova generazione di laici cristiani capaci di dedicarsi al servizio del bene comune.
18 marzo #Persona
8 aprile #BenComune
15 aprile #Solidarietà
29 aprile #Sussidiarietà
6 maggio #Partecipazione

Perché lo facciamo?
- Perché anche nella politica c’è una bellezza da raccontare e da vivere.
- Perché un cristiano ha una bussola per orientarsi in questo mondo complesso.
- Perché è il momento di non avere paura e di immischiarsi in politica.
- Perché il futuro delle giovani generazioni si decide adesso.
 IL PROSSIMO INCONTRO, SULLA PARTECIPAZIONE, SI TERRA’ IL 6 MAGGIO, ALLE ORE 19:30, IN SALA ROSSA

Pillola di Concilio
[Dalla Costituzione pastorale Gaudium et spes - La gioia e la speranza, del Concilio Vaticano 2° (1962-1965]
67. Lavoro, condizione di lavoro e tempo libero
Il lavoro umano, con cui si producono e si scambiano beni o si prestano servizi economici, è di valore superiore agli altri elementi della vita economica, poiché questi hanno solo valore di strumento.
[…]
Poiché l'attività economica è per lo più realizzata in gruppi produttivi in cui si uniscono molti uomini, è ingiusto ed inumano organizzarla con strutture ed ordinamenti che siano a danno di chi vi operi. Troppo spesso avviene invece, anche ai nostri giorni, che i lavoratori siano in un certo senso asserviti alle proprie opere. Ciò non trova assolutamente giustificazione nelle cosiddette leggi economiche. Occorre dunque adattare tutto il processo produttivo alle esigenze della persona e alle sue forme di vita, innanzitutto della sua vita domestica, particolarmente in relazione alle madri di famiglia, sempre tenendo conto del sesso e dell'età di ciascuno. Ai lavoratori va assicurata inoltre la possibilità di sviluppare le loro qualità e di esprimere la loro personalità nell'esercizio stesso del lavoro. Pur applicando a tale attività lavorativa, con doverosa responsabilità, tempo ed energie, tutti i lavoratori debbono però godere di sufficiente riposo e tempo libero, che permetta loro di curare la vita familiare, culturale, sociale e religiosa. Anzi, debbono avere la possibilità di dedicarsi ad attività libere che sviluppino quelle energie e capacità, che non hanno forse modo di coltivare nel loro lavoro professionale.
68. Partecipazione nell'impresa e nell'indirizzo economico generale; conflitti di lavoro
Nelle imprese economiche si uniscono delle persone, cioè uomini liberi ed autonomi, creati ad immagine di Dio. Perciò, prendendo in considerazione le funzioni di ciascuno - sia proprietari, sia imprenditori, sia dirigenti, sia operai - e salva la necessaria unità di direzione dell'impresa, va promossa, in forme da determinarsi in modo adeguato, la attiva partecipazione di tutti alla gestione dell'impresa (146). Poiché, tuttavia, in molti casi non è più a livello dell'impresa, ma a livello superiore in istituzioni di ordine più elevato, che si prendono le decisioni economiche e sociali da cui dipende l'avvenire dei lavoratori e dei loro figli, bisogna che essi siano parte attiva anche in tali decisioni, direttamente o per mezzo di rappresentanti liberamente eletti.
Tra i diritti fondamentali della persona umana bisogna annoverare il diritto dei lavoratori di fondare liberamente proprie associazioni, che possano veramente rappresentarli e contribuire ad organizzare rettamente la vita economica, nonché il diritto di partecipare liberamente alle attività di tali associazioni senza incorrere nel rischio di rappresaglie. Grazie a tale partecipazione organizzata, congiunta con una formazione economica e sociale crescente, andrà sempre più aumentando in tutti la coscienza della propria funzione e responsabilità: essi saranno così portati a sentirsi parte attiva, secondo le capacità e le attitudini di ciascuno, in tutta l'opera dello sviluppo economico e sociale e della realizzazione del bene comune universale.
In caso di conflitti economico-sociali, si deve fare ogni sforzo per giungere a una soluzione pacifica. Benché sempre si debba ricorrere innanzitutto a un dialogo sincero tra le parti, lo sciopero può tuttavia rimanere anche nelle circostanze odierne un mezzo necessario, benché estremo, per la difesa dei propri diritti e la soddisfazione delle giuste aspirazioni dei lavoratori. Bisogna però cercare quanto prima le vie atte a riprendere il dialogo per le trattative e la conciliazione.

Qui sopra è un'immagine in bianco e nero del grande dipinto Il Divin Pensiero, del cappuccino padre Angelico da Villarotta, pittore serafico, realizzato negli anni '30 e un tempo posto nella chiesa del convento dei padri Cappuccini di Modena, dove mio padre e i suoi fratelli ricevettero la prima formazione cristiana. Il modello del bambino del quadro è mio padre, Annibale Ardigò, da piccolo. Posò per diversi mesi nella cella di padre Angelico. Quando, da ragazzo, la potei visitare, c'erano ancora sul pavimento le macchie delle impronte dei piedi di mio padre.
   

Prima lettura
Dagli Atti degli Apostoli  (At 15,1-2.22-29)

In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».
 Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.
 Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».

Salmo reponsoriale
Dal salmo 66 (67)

Ritornello: Alleluia, alleluia, alleluia.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. 

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. 

Seconda lettura
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (Ap 21,10-14.22-23)

L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.
 È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.

Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.

In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
sono il suo tempio.
La città non ha bisogno della luce del sole,
né della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.


Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,23-29)

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».


Sintesi dell’omelia
 Questa è la sesta domenica del tempo di Pasqua e ci stiamo avvicinando alla solennità di Pentecoste.
 Le letture evangeliche delle domeniche  tempo di Pasqua segnano un cammino. Nelle prime tre domeniche ci sono apparizioni di Gesù, a Maria Maddalena, ai discepoli di Emmaus, a san Tommaso, a san Pietro. Nella quarta domenica Gesù si presenta come il Buon Pastore,  e le pecore siamo noi che lo seguiamo.  Nella quinta Gesù è tra i discepoli e dà loro il comandamento nuovo dell’amore, ma anche annuncia loro che ancora per sarà con loro. Nel Vangelo di questa domenica Gesù annuncia che vuole venire in noi e prendere dimora in noi: è tutta la Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo a venire in noi, perché Dio è uno, anche se in tre Persone distinte.
 Dobbiamo quindi preparare in noi la dimora per Dio. Come farlo? E’ spiegato nel Vangelo: bisogna osservare la parola di Gesù, quindi obbedire  quella parola, alla parola di Gesù.
 A volte facciamo altre leggi pensando di migliorarla. E’ accaduto fin dai tempi più antichi. Già nel Paradiso terrestre, Dio aveva vietata ad Adamo ed Eva di mangiare dell’Albero della conoscenza del bene e del male, ma i progenitori per prudenza, capirono che non dovevano nemmeno toccarlo, ma non era quello il comandamento di Dio. Anche gli antichi ebrei aggiunsero molti altri comandi a quelli di Dio. E così si è proseguito a fare in ogni epoca. Gli esseri umani, con il loro giudizio ed intelletto, pensano di aggiungere per migliorare, ma le legge che dobbiamo osservare è quella di Dio,  che è legge di amore.
 Gesù è il Buon Pastore delle pecore, di coloro che rimangono nel suo gregge e lo seguono, obbedendo alla sua parola, non di coloro che si fanno lupi.
 La parola di Gesù insegna l’amore e dà la pace. Non quella che dà il mondo, ma quella che dà Gesù, la vera pace.
 Riceviamo Gesù nell’Eucaristia, come faranno per la prima volta oggi i bambini del primo gruppo delle Prime Comunioni.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha compreso le parole del celebrante

Avvisi del parroco:
- da oggi, 1 maggio, le messe vespertine inizieranno alle ore 19:00;
- oggi inizia il mese mariano. Il parroco raccomanda la recita del Santo Rosario. Ogni sera, alle 18:30, sarà recitato prima della Messa vespertina nella Chiesa parrocchiale;
- giovedì 5 maggio rimarrà esposto il Santissimo Sacramento tutto il giorno nella chiesa parrocchiale;
-venerdì 6 maggio, alle ore 19:30, in sala rossa si terrà l’incontro del ciclo Immìschiati, sulla dottrina sociale della Chiesa, dedicato alla partecipazione;
-il 21 maggio si farà il Giubileo parrocchiale nel corso di un pellegrinaggio al santuario del Divino Amore. Saranno organizzati dei pullman.  Chi intende partecipare deve prenotarsi presso la segreteria parrocchiale.

Avvisi di A.C.
-  la riunione infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC si terrà martedì 3-5-16, alle ore 17, in sala rossa. Proveremo alcuni canti i canti. I membri del  gruppo sono invitati a riflettere, con il metodo della Lectio Divina, sulle letture della Messa di domenica 8-5-16 (Solennità dell’Ascensione del Signore),  At 1,1-11; Sal 46 (47); Eb 9,24-28; 10,19-23; Lc 24,46-53, in modo da poter dare un contributo personale nel corso della meditazione che, con il prezioso aiuto dell’assistente ecclesiastico, su di esse si farà insieme nel corso della riunione