Resoconto
dell’incontro del 5 marzo 2016 con don Luigi Ciotti, in parrocchia.
QUINTA
PARTE
l tema è stato Fame
e sete di giustizia e il motto L’io nel noi è
cambiamento
Nota: le parole di don Ciotti sono state trascritte da
fonoregistrazione, ma il testo non è stato rivisto dal relatore e, a volte, si
sono dovute apportare alcune modifiche sintattiche per trasferirle dal parlato
al testo scritto, segnalate inserendole tra parentesi quadre. In alcuni casi,
in cui la fonoregistrazione risultava incomprensibile, il testo è congetturale
e lo si segnala nello stesso modo, ponendo il testo tra parentesi quadre.
La misericordia. Liberare chi
libero non è. Non essere cittadini a intermittenza. Continuità e condivisione.
Approfondire il sapere, cercare.
7. Non vi dico il nome del carcere, per
correttezza, ma nei miei occhi c’è un’altra donna. Mi sono trovato con lei in
quel carcere ai primi di novembre, nel cortile, e ad un certo punto questa
donna mi dice: “Luigi, stammi vicino!
Vedi?, quel ragazzo che sta venendo verso di noi nel il cortile è quello che ha
ucciso mio figlio. Ha l’età di mio figlio. [Ma quando abbiamo visto] le
gravissime condizioni della sua famiglia, dove vive, la loro povertà, la loro
miseria, nel rispetto - badate bene!- dei percorsi della giustizia - perché se
sbagli [ci deve essere qualcuno per farti riconoscere le tue responsabilità: è
un atto d’amore! Per darti una mano a vedere dove ha sbagliato, a guardarti
dentro]-, ma quando io e mio marito abbiamo visto, abbiamo deciso noi di venire
ogni settimana a trovarlo, e abbiamo deciso che aspetteremo quel giorno che
uscirà dal carcere - era un ragazzo minorenne - : lo sentiamo come nostro
figlio”. E’ difficile, è difficile, è difficile… Questa donna, che io ho
presente…la ritroverò [il prossimo 21 marzo, Giornata della memoria e
dell’Impegno 2016, quando leggeremo - fatelo anche voi in parrocchia, vi fornisco
tutto l’elenco dei nomi! - i nomi delle vittime innocenti delle mafie]; vengono
letti in contemporanea in tutta Italia,
da Messina che è il luogo centrale a tutt’Italia; [ci sarà anche quella donna,
con suo marito, che, nonostante quello che ha fatto, aspettano quel ragazzo].
Non hanno più il figlio, [ma sentono quel ragazzo come loro figlio]. Questa è
la misericordia! Questa meraviglia! E’ un dono meraviglioso questo Anno Santo
della Misericordia! Papa Francesco continuerà sempre a stupirci, perché il suo
riferimento è il Vangelo! E’ quello che dovremmo fare tutti!
E mi ha fatto piacere che quando è andato a Redipuglia [Nota del trascrittore. Il 13 settembre 2014. E’ una frazione del
Comune di Fogliano Redipuglia, in provincia di Gorizia, nella Regione Friuli-Venezia Giulia, dove è stato
costruito un cimitero militare, un sacrario,
dedicato ai caduti italiani nella
Prima guerra mondiale] ha gridato il bisogno della pace, e poi ha
distribuito ai rappresentanti di tutto
il mondo trecento lampade della pace [Nota del trascrittore. Lampade a olio accese
dalla lampada ad olio che si trova nella Basilica
della Natività a Betlemme], ma ha voluto che l’olio dentro le lampade
fosse l’olio di Libera, l’olio prodotto da dalle cooperative aderenti a Libera. Il Papa ha voluto che fosse
quello l’olio di quelle lampade! Perché la violenza, la corruzione,
l’illegalità, le mafie [dividono le persone]. Chi è povero è costretto a
chiedere. Allora la vita ci affida un
impegno, a noi tutti, con il dono della vita, l’amore dei nostri
genitori, questo dono di Dio!. Qual è questo impegno? E’ di impegnare la nostra
libertà per liberare chi libero non è. Questo è l’impegno che ci affida la
vita. […] Stare a fianco alla storia di tante persone. La strada è in salita…Certe
parole dobbiamo farle nostre, metterle al centro del nostro cammino. La continuità… Non si può essere cittadini
a intermittenza. E neanche essere cristiani
da salotto, ci ricorda papa Francesco. Dobbiamo sporcarci, per fare
qualcosa di positivo: il cambiamento avviene dentro ciascuno di noi. La
continuità:[non dobbiamo scoraggiarci se l’obiettivo degno. L’altra parola è la
condivisione. E’ il noi! Non dobbiamo essere dei solitari,
sapete. Io rappresento un noi questa sera. Ci sono tanti altri. E mi fa
piacere essere in una comunità. Questo noi.
E
se trovate qualcuno nel vostro cammino che vi dice di avere capito tutto,
salutatelo e cambiate strada! Abbiamo il dovere di sconfiggere questo peccato
di oggi che è il peccato del sapere.
C’è troppo sapere di seconda mano e per sentito dire. Abbiamo bisogno allora
di libertà, di guardarci dentro, di conoscere in profondità. Io dico sempre a
questi meravigliosi ragazzi che incontro in giro, a Nord, a Sud, al Centro,
sono meravigliosi!, dico loro sempre,
umilmente, una cosa - una cosa in cui mi sono mastri” -: la vostra
generazione ha a disposizione la più grande biblioteca al mondo, internet. Ci
trovata tutto e il contrario di tutto, però. Attenzinoe: se posso umilmente
dirvi una piccola cosa, ma voi ne capite il senso e anche l’affetto con cui ve
la dico. Un cosa è trovare le informazioni e appiccarli lì, altra cosa è cercare, cercare… Non fermarsi solo alle
informazioni, ma cercare, cercare di capire. Questo è importante, per me e
per voi, in modo fondamentale.
Trascrizione di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa -
Roma, Monte Sacro, Valli
