Iniziare
un gruppo giovani
Può sembrare fuori luogo che un quasi
sessantenne cerchi di spiegare come si inizia un gruppo giovani, ma non è così.
Basta riandare realisticamente alla propria esperienza del passato: le cose non
sono poi così cambiate, per ciò che vedo nei ragazzi di oggi.
Dunque, innanzi tutto: l’obiettivo è indurre
un gruppo di liceali e universitari, persone tra i quindici e i ventidue anni,
quelli a cui di solito noi cinquantenni facciamo riferimento quando parliamo
dei “ragazzi”.
A questo punto faccio parlare il me liceale
degli anni ’70, senza che il me di oggi interferisca.
A quell’età i ragazzi (maschi) vanno dove ci
sono le ragazze, ma non solo le ragazze: i maschi non vanno dove ci sono solo
le femmine. Ed è vero anche l’inverso: le ragazze vanno dove ci sono i ragazzi,
ma non solo i ragazzi. In questo c’entra il sesso, naturalmente. Questo
significa che non nascerà mai un gruppo giovani in ambienti in cui ci sia un
approccio troppo intrusivo alle relazioni sessuali. E che un prete non può, da
solo, indurre un vero gruppo giovani, perché, per questioni legate al suo
profilo professionale e spirituale, si nega il sesso. Al più può esserne una
sorta di ispiratore/consigliere.
Quando i ragazzi e le ragazze si trovano
insieme in ambienti in cui ci sia la giusta proporzione tra maschi e femmine, spesso
non sanno che fare e, soprattutto, che dirsi. Allora fanno musica ad alto volume, ballano, e bevono per
avvicinarsi senza aver problemi del che fare e del che dirsi. In questo
contesto i ragazzi ci provano con le ragazze e viceversa. Questo provarci è un’attività molto importante
nella vita dei ragazzi e delle ragazze e risponde ad un’esigenza assolutamente
naturale. Quindi un vero gruppo giovani non può essere organizzato al modo di
un seminario o di un noviziato religioso.
La vita
buona proposta in religione ai
nostri tempi contrasta con le esigenze naturali dei ragazzi e delle ragazze e
non ci si può fare nulla. Il modello di giovane religioso proposto in
religione è insostenibile e impraticabile. Un approccio psicologico intrusivo
che pretenda di realizzarlo in un gruppo giovani è altamente disincentivante.
Non c’è alcun rimedio, perché la dottrina non è nelle nostre mani, ma origina
dalla gerarchia e quest’ultima è di solito almeno cinquant’anni in ritardo
rispetto alla realtà del proprio tempo, se non di più. La via da seguire,
allora, è quella che ad esempio fu consigliata da un grande conoscitore di
giovani come Carlo Maria Martini, ed è quella di lasciare certe cose all’interiorità
e, in religione, all’ambito sacramentale. Questo significa rispettare la
coscienza e la riservatezza delle persone giovani, in particolare non
pretendere mai che si svelino completamente.
Per indurre un gruppo giovani è necessario
organizzare l’incontrarsi di queste persone in modo che abbiano qualche cosa di
importante e coinvolgente da dirsi e da fare, oltre che la faccenda del sesso.
Quindi bisogna lasciare da parte tutte le solite bigotterie sessuali e sessiste
che hanno ancora molto corso in religione e concentrarsi sulle cose che, da
sempre, interessano a un ragazzo tra i quindici e i ventidue anni, vale a dire
come interagire con la società in modo da entrare a farne parte e inserirvi una
propria storia d’amore. Per riuscirci di sono due modi per condursi: integrarsi
o lottare per cambiare la società in cui si vive. Per i ragazzi l’integrazione
oggi è molto difficile, perché la nostra, la nostra società occidentale, non è
un mondo per giovani. Ma non lo è neanche la nostra attuale società religiosa.
La società laica umilia
i giovani e quella religiosa ne diffida. Entrambe vogliono
sottometterli. Quindi la via giusta per i giovani è, in fondo, quella di sempre
per persone come loro, vale dire quella di progettare il cambiamento. In religione
si hanno importanti risorse per farlo, in particolare nel quadro del pensiero
sociale della nostra fede, che è cosa molto più ampia della semplice dottrina
sociale. In questo, nel far
scoprire certe possibilità offerte dalla religione, il ruolo di un prete, che
però sappia rispettare certe regole per avere un rapporto positivo con i più
giovani, può essere molto importante, perché il prete certe cose le sa, in
ragione della sua lunga e completa formazione, ormai, in genere, come minimo di
livello universitario.
Per iniziare un gruppo giovani che possa
essere significativo anche in religione occorrono poi le cose di seguito
indicate.
Una sede accogliente, abbastanza grande, con
libri, strumenti per fare musica e per connettersi con la rete, dove poter
andare ogni volta che si vuole. Le chiavi di questa sede devono essere affidate
ai giovani stessi.
Poi ci vuole un gruppo di induzione di una
decina di elementi, maschi e femmine, universitari o degli ultimi tre anni del
liceo. Un gruppo di capi/fondatori. Gli
altri si avvicineranno per attrazione naturale. Senza questi capi/fondatori non si riesce a far nulla di duraturo. Si deve poi
assicurare un ricambio in questo gruppo di spinta, di induzione. Questo
significa programmare una adeguata attività di formazione. I giovani crescono, anche se noi adulti spesso non
ce ne rendiamo bene conto. Non si rimane teen-ager per sempre. E gli antichi giovani del gruppo di induzione dovranno necessariamente
lasciare crescendo, se non si vuole che il gruppo giovani si snaturi. Dovranno
quindi essere ciclicamente sostituiti.
Infine ci vuole un programma di azione
sociale, studio, viaggi, incontri significativi, anche momenti di festa, lavoro
che segni l’inizio di un mondo nuovo.
In questo contesto si deve poter fare
esperienza di relazioni positive tra i sessi, in particolare di un modo di
incontrare le persone del sesso di attrazione che non sia aggressivo e che non
comporti la sottomissione o la strumentalizzazione dell’altro, questo in
particolare nei rapporti dei ragazzi verso le ragazze. Un’esperienza liberante
di questo tipo può influire grandemente sulle future famiglie, rendendole più
stabili e accoglienti. E’ ciò che è avvenuto tra me e mia moglie nel nostro
antico gruppo di universitari fucini.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San
Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli