sabato 1 novembre 2014

Un nostro autorevole socio e caro amico ci manda un pensiero in occasione della Commemorazione dei fedeli defunti

Un nostro autorevole socio e caro amico ci manda un pensiero in occasione della Commemorazione dei fedeli defunti

 Carissimi consoci,
tra pochi giorni la Chiesa commemora i fedeli defunti.
 Con l’occasione non possiamo scordarci dei nostri parenti morti tempo fa e, soprattutto, dei nostri cari consoci, i Catanzaro, le signore Mirabella, Cretella, Caturano, Di Bitetto-Cannarozzi, il generale Zappulla, Ranalli, Grilli, l’avv. Sesti di Belmonte Calabro, che pur non essendo iscritto in AC, compartecipava con piacere a tutte le nostre iniziative.
 La morte è qualcosa di serio. Ci riempie di dolore. Ci pone degli interrogativi sul suo significato. E’ un mistero. A volte l’unico legame che si possiede tra l’oggi e il domani è nascosto nella sfera più intima di noi, quella dei ricordi, degli affetti, della memoria…
 E’ un legame ben radicato tra terra e cielo, vivi e morti.
 E quante volte viene anche a noi di sbottare: “Come si fa a parlare di vita e di speranza, quando una persona a cui vuoi bene muore?”.
 Mentre ci si interroga e si resta in silenzio in ascolto, ricordiamoci che se la morte va chiamata con il suo nome, anche la vita ha un bel nome, che va gridato con coraggio.
 Nelle apparizioni di Gesù risorto c’è la paura, ma poi scoppia la gioia. E’ il senso del ricordo cristiano dei defunti: non si deve avere paura, anzi bisogna abbracciare la morte con la vita. La fine di questa vita è l’inizio di un’altra. Chi muore sarà ritrovato.
 Carissimi, un nuovo germoglio ci attende. E’ la Pasqua dei figli della Chiesa. Di tutti noi.
 Vi abbraccio con tanto affetto.