Letture: Dn 7,9-10.13-14; Sal 96; Mt 17,1-9.
Sintesi dell'omelia della Messa
Il racconto evangelico della Trasfigurazione del Signore viene letto anche nella Messa della seconda domenica di Quaresima, dunque in un tempo liturgico centrato sui temi della prova, della sofferenza, della morte. Lo troviamo inserito dopo l'annuncio della Passione del Signore. Nella versione che troviamo nel Vangelo secondo Luca (Lc 9,28-36), Gesù, nella Trasfigurazione, viene presentato mentre parla con Mosè ed Elia della sua prossima "dipartita", che avrebbe portato a compimento da Gerusalemme. E nel Vangelo secondo Matteo il racconto si conclude con l'ordine ai discepoli presenti a non parlare a nessuno della visione della Trasfigurazione prima che il Figlio dell'Uomo fosse risorto dai morti. Dunque la narrazione della Trasfigurazione viene inserita tra due annunci della Passione. La visone della Trasfigurazione fu evidentemente ritenuta da Gesù necessaria ai discepoli per indicare la prospettiva che si apriva dall'evento tragico della sua Passione. Quella che è stata definita come di un secondo esodo di Dio dalla Terra al Cielo, dopo quello dal Cielo alla Terra nell'Incarnazione, ma questa volta insieme all'umanitá che che avesse confidato in Cristo.
Nella visione della Trasfigurazione anche noi possiamo contemplare il nostro destino, perché anche per noi, dopo i momenti duri della vita, verrà l'ora della partenza, per entrare nella gloria dei Figli di Dio.
Sintesi di Mario Ardigò per come ha inteso le parole del celebrante.
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