Interessi comuni o principi comuni?
“Le soluzioni fondate su gli interessi, che prescindano da superiori principii, son fondate su la sabbia. Non si avvedrebbe chi ragionasse di interessi comuni, senza esigere principii comuni, quale fragile costruzione sarebbe la sua, né mostrerebbe di comprendere un fatto, quanto mai impressionante e lampante del nostro presente dramma storico, e che cioè la causa più grave e forse determinante dei pericoli, che incombono sul mondo, lo tengono nella incertezza e nella paura, lo riempiono di diffidenza e di incomprensione, lo obbligano a spese ingentissime di armamenti e difese, è causa del tutto ideale. E’ la diversità di principii –se pur tali si possono chiamare le premesse ideali che guidano la vita dell’Occidente e dell’Oriente-, che mette questi due mondi in posizione antagonista, e genera una quantità d’interessi contrastanti. I contrasti sarebbero risolubili, se i principii delle due parti fossero concordi, mentre invece è l’irriducibile opposizione, che esiste fra due concezioni del mondo e della vita, che crea due opposte politiche, due superflue e –Dio non voglia- fatali inimicizie. La pace sarebbe più stabile e sincera, se il mondo vivesse degli stessi principii ideali. E più solida, più forte - non per anni terribili, ma per energie morali- sarebbe la difesa della nostra civiltà, se ancora fosse fondata sopra la medesima coscienza dei valori che di tal nome la rendono degna, i principii umani, i quali, se autentici sono, altri non possono esser che principii cristiani.”
Da un discorso di Giovanni Battista Montini pronunciato il 21-4-57, solennità di Pasqua, nel Duomo di Milano, da arcivescovo della città.
Mie riflessioni
Montini, nel discorso che ho sopra trascritto, faceva riferimento alla divisione del mondo di allora tra le sfere di influenza degli Stati Uniti d’America e dell’Unione Sovietica e sul conflitto latente tra di esse, denominato “Guerra Fredda”
Ai tempi nostri la situazione internazionale è molto cambiata. Si è estesa la parte del mondo in cui si cerca di rispettare e tutelare come assoluti i cosiddetti diritti umani fondamentali, che competono alla persona a prescindere dalla sua condizione di cittadinanza. In economia il modo di produrre e di commerciare generalmente adottato è quello improntato ai principi del capitalismo e del libero mercato. L’integrazione delle economie locali in quella globale ha ridotto i pericoli di un conflitto armato generalizzato, con l’impiego di armi nucleari, che fu molto alto fino alla metà degli scorsi anni ’80. In questo contesto le idealità a cui faceva riferimento Montini, che parevano originare la divisione in “blocchi” dell’umanità, si sono rapidamente attenuate. Si parla a questo proposito di declino delle ideologie, di quelle visioni semplificate delle cose che servivano ad orientare le masse. Ne è un indicatore molto significativo il fatto che la Cina continentale, ideologicamente ancora maoista, produce ed esporta una quantità notevole delle cose che tutti giorni usiamo in Occidente, dai giochi per bambini all’IPad della Apple, una della maggiori e più ricche imprese capitaliste del mondo. Di fronte a questo nuovo scenario si è parlato di “fine della storia”. E’ veramente così?
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro, Valli