martedì 13 marzo 2012

Come influire da cattolici sulla società? – mie riflessioni dopo la riunione di stasera

Come influire da cattolici sulla società? – mie riflessioni dopo la riunione di stasera

 Torno dalla riunione di stasera del nostro gruppo di Azione Cattolica. Sullo spunto di un articolo di Gustavo Zagrebelski del 2008, si è accesa la discussione su come influire, da cattolici, sulla società, in modo da diffondere le nostre idee. Si deve essere più uniti, ad esempio in un solo partito politico, al modo in cui lo si era nella Democrazia Cristiana? Si è però osservato che quel partito non rappresentava del tutto le idealità dei cattolici.  E’ stato anche obiettato che  gli altri partiti che, nei nostri tempi, dicono di essere sensibili alle istanze della Chiesa non soddisfano del tutto. Io ho replicato che l’impegno in un partito è solo una delle tante forme in cui si può cercare di rendere concreto il proposito di agire sulla collettività in cui viviamo. Ognuno di noi è inserito in qualche comunità, ad esempio quella del lavoro. E’ in quel contesto che  ci si può innanzi tutto  attivare, ma con spirito religioso, senza l’ansia del risultato immediato e soprattutto senza proporsi l’obiettivo irraggiungibile dell’unanimità dei consensi. L’importante è mantenere la capacità  e la voglia di agire, di entrare in contatto con gli altri, in particolare noi laici. E di avere o conseguire  quel particolare tipo di sapienza pratica che consiste nel proporre le nostre buone ragioni in termini che possano essere ben compresi dai nostri interlocutori. Non dovremmo essere “pescatori di uomini”? Infine ho osservato che noi cattolici manteniamo, anche nelle società molto secolarizzata di oggi, una notevole forza di influenza sociale, anche se qualche volta ci consideriamo, sconsolati, in minoranza, soprattutto su certi temi etici. Non significa naturalmente che i più siano effettivamente obbedienti agli insegnamenti religiosi, ma che nella società il riferimento al sistema etico cattolico è ancora piuttosto diffuso (se non erro, circa il 70% degli italiani si dice ancora credente al modo dei cattolici) e che i nostri capi religiosi, i vescovi e il Papa, sono ascoltati in molte questioni, quindi che le loro parole di solito non cadono nel vuoto. Questo ci costituisce, come laici cattolici, in una posizione di maggiore responsabilità verso la società in cui viviamo.
Mario Ardigò – Azione Cattolica San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli