Giuseppe Lazzati: “Che cosa vuole dire ‘ordinare secondo Dio le realtà temporali”
La casa editrice AVE, dell’Azione Cattolica, ha istituito una collana di pubblicazioni dedicate a Giuseppe Lazzati, dirigente dei Giovani di Azione Cattolica,membro dell’Assemblea Costituente, deputato, giornalista, professore universitario, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, intellettuale cattolico particolarmente interessato al ruolo dei laici cattolici nella Chiesa e nel mondo, morto nel 1986. La collana si intitola Dossier Lazzati.
Nel fascicolo n.15 Lazzati – Il Movimento Laureati e il Meic, che raccoglie interventi svolti in occasioni di incontri promossi dal Movimento Laureati di Azione Cattolica, nel 1980 ridenominato Meic – Movimento ecclesiale di impegno culturale e reso autonomo dall’Azione Cattolica, ma sempre coordinato con essa, è pubblicato una lezione tenuta da Lazzati alla settimana di teologia promossa dal Meic a Borca di Cadore, dal 25 al 29 agosto 2004, nella quale si tratta del tema di che cosa significhi l’espressione, utilizzata nella costituzione Gaudium et spes, del Concilio Vaticano II (1962-1965), “ordinare secondo Dio” le realtà temporali.
L’espressione si rinviene nella Gaudium et spes al n.36: “…le cose create e le stesse società hanno leggi e valori propri che l’uomo deve gradatamente scoprire, usare e ordinare”. Lazzati osserva che i concetti di laico e di laicità sono definiti dal quella stessa attività.
Secondo la Gaudium et spes riconoscere l’autonomia delle realtà terrene (questo significa sostenere che esse “hanno leggi e valori propri”) è una “esigenza legittima che non solo è postulata dagli uomini del nostro tempo, ma è anche conforme al volere del Creatore. Infatti è dalla stessa loro condizione di creature che le cose tutte ricevono la propria consistenza, verità, bontà, le loro leggi proprie e il loro ordine; e tutto ciò l’uomo è tenuto a rispettare, riconoscendo le esigenze di metodo proprie di ogni singola scienza e attività”.
Lazzati indica due errori nell’affrontare le realtà terrene: quello di coloro che non rispettano l’ordine voluto dal Creatore e agiscono spinti dalle pulsioni del proprio io e della propria istintività e quello di chi pretende di trattarle secondo fini dedotti arbitrariamente dalle leggi proprie dell’ordine soprannaturale, “facendo delle realtà temporali strumenti direttamente volti al raggiungimento del fine soprannaturale”. Nel primo caso si tratta di laicismi e dei secolarismi, nel secondo caso di clericalismi o integralismi che, osserva Lazzati, “il Concilio vorrebbe definitivamente superati”.
Il laico cattolico, al quale principalmente spetta il lavoro di “ordinare secondo Dio” le realtà temporali deve operare, insieme agli altri, anche non credenti, che lavorano al medesimo fine, perché, “la città dell’uomo sia costruita a misura d’uomo e cioè fondata su autenticità e pienezza di valori umani, che, nella loro rispondenza al disegno creatore, rappresentano l’aspetto temporale del regno di Dio, quello attraverso la cui realizzazione l’uomo cammina verso il momento finale ed eterno del regno stesso il cui raggiungimento sarà facilitato alla libera adesione del singolo uomo quanto più l’ordine temporale, costruito nel rispetto della autonomia delle realtà terrene, potrà essere sentita quale ‘evangelica preparazione’ del regno stesso.”
Lazzati, a conclusione dell’esposizione sul tema, ricorda che il Papa Paolo VI (1963-1978) sosteneva che il fedele laico, mediante l’attività di ordinare le realtà temporali secondo Dio, ha nel mondo il luogo teologico della propria santificazione, nell’esercizio della missione e della vocazione che gli sono peculiari.
Mario Ardigò - AC San Clemente Papa Roma - Montesacro Valli